
Casa di Giulietta
Scopri Casa di Giulietta
Ultimo aggiornamento il 22 settembre 2026Introduzione
La Casa di Giulietta è un edificio medievale trasformato nel Novecento in un museo dedicato al legame tra Verona e gli amanti immaginari di Shakespeare. Fu collegato alla famiglia Cappello, il cui nome favorì l'associazione con i Capuleti, ma non è la dimora documentata di una Giulietta realmente esistita.
Il cortile e il celebre balcone derivano dalla moderna trasformazione del sito in attrazione letteraria. Il luogo racconta soprattutto una storia culturale: mostra come narrativa, turismo e identità cittadina possano creare un monumento.
Architettura
La casa è un edificio gotico duecentesco in laterizio, del tipo mercantile veronese comune: fronte alto e stretto sulla strada, corte sul retro e aperture ad arco acuto.
La facciata sulla corte porta finestre gotiche e un portale con lo stemma dei dal Cappello -- un cappello, in gioco di parole sul cognome -- che è l'unico elemento davvero medievale a collegare l'edificio alla storia.
Il balcone è l'elemento celebre e il meno autentico. Fu assemblato negli anni Trenta del Novecento da un frammento di sarcofago trecentesco e fissato al muro della corte in un restauro che costruì deliberatamente la leggenda dentro la fabbrica.
All'interno gli ambienti furono allestiti nella stessa campagna in maniera neogotica, con mobilia d'epoca portata da fuori anziché originaria della casa.
Nella corte sta una Giulietta di bronzo di Nereo Costantini, collocata nel 1972; la figura oggi presente è una copia, essendo l'originale stato spostato al chiuso dopo decenni di mani addosso.
Come è Stato Costruito
Una normale casa veronese, ed è questo il punto. La struttura è una casa-torre trecentesca in laterizio: fronte stretto sulla strada, pianta alta e profonda, cortile sul retro, aperture ad arco acuto e cornici in tufo, secondo l’uso veronese. Tolta l’associazione letteraria, resta un esempio ben conservato di come vivesse qui una famiglia di mercanti: la parte davanti a cui quasi tutti passano oltre.
Il balcone è degli anni Trenta. Lo aggiunse Antonio Avena durante il restauro del 1939-1940, montandolo con marmi trecenteschi già di proprietà della città: lastre di sarcofago recuperate dal cortile di Castelvecchio. La pietra è medievale e il balcone no, distinzione più sottile di quanto la parola «falso» consenta: al cortile serviva un balcone perché il dramma lo prevede, e la città ne ricavò uno dai propri recuperi.
Quello di Avena è un progetto, non una riparazione. Negli stessi anni dei grandi riordini museali italiani, egli ridisegnò il cortile, ripristinò aperture gotiche e arredò gli interni per evocare una casa trecentesca più che per documentarla. Ne è risultato un edificio autenticamente medievale, autenticamente restaurato e autenticamente messo in scena, tutto insieme.
Domande Frequenti
Giulietta ha abitato qui? No. È un personaggio di finzione: non è mai esistita una Giulietta storica. La casa appartenne ai Cappello, cognome simile a Capuleti, e da lì nacque l’associazione.
Il balcone è medievale? La pietra sì, il balcone no. Antonio Avena lo montò nel 1939-1940 con lastre di sarcofago trecentesche recuperate da Castelvecchio: è dunque marmo autenticamente medievale in una composizione che prima del Novecento non è mai esistita. La casa attorno, invece, è autenticamente trecentesca.
Posso vedere il cortile senza biglietto? Cortile e museo sono gestiti insieme e nel 2026 le modalità di accesso sono cambiate: conviene verificare sulla pagina ufficiale invece di dare per scontato che il cortile sia liberamente accessibile.
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