Campo Santa Fosca
Campo Santa Fosca Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026Origini
Una chiesa dedicata a Santa Fosca sorge su questo sito almeno dal X secolo, il che ne fa una delle più antiche fondazioni religiose di Cannaregio. Il campanile gotico, ricostruito nella seconda metà del Quattrocento, è la struttura più antica ancora visibile: un campanile precedente era crollato durante una violenta tempesta nel 1410, causando in città danni per circa 60.000 ducati.
Punti di svolta
La sera del 5 ottobre 1607 il teologo e frate servita Paolo Sarpi stava attraversando il ponte accanto a questo campo quando un gruppo di sicari lo aggredì con degli stiletti, colpendolo tre volte e lasciandolo per morto. Sarpi sopravvisse. Quando il medico gli chiese chi ritenesse responsabile, avrebbe risposto in latino: "Agnosco stylum Romanae Curiae", "riconosco lo stile della Curia romana", un gioco di parole tra stylum e stiletto puntato dritto verso il Vaticano.
Personaggi influenti
Sarpi si era reso un bersaglio con il proprio ruolo di consultore teologico e giuridico di Venezia durante l'Interdetto del 1606-1607, aspro braccio di ferro tra la Repubblica e papa Paolo V. Secondo resoconti successivi, l'attentato fu organizzato su istigazione del papa e del nipote, il cardinale Scipione Borghese, ed eseguito da un brigante prezzolato di nome Rotilio Orlandini per un compenso di 8.000 scudi. Una statua di Sarpi si erge oggi nel campo, presso il luogo dell'aggressione.
Evoluzione culturale
La chiesa stessa fu ampiamente ricostruita a partire dall'inizio del Settecento e riconsacrata nel 1733, con una nuova facciata progettata dall'architetto Domenico Rossi e compiuta entro il 1741. Della chiesa medievale sopravvivono soltanto il campanile e l'ingombro generale dell'edificio; quasi tutto il resto di ciò che si vede oggi risale a questa campagna settecentesca.
Significato attuale
Campo Santa Fosca resta un autentico campo di quartiere a Cannaregio, lontano dai percorsi turistici più densi, in cui la chiesa e il monumento a Sarpi stanno affiancati a ricordare due capitoli assai diversi della storia veneziana, l'uno religioso e l'altro politico.