Ghetto di Venezia
Ghetto di Venezia Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Origini
Il 29 marzo 1516 il doge Leonardo Loredan e il Senato veneziano decretarono che i residenti ebrei della città dovessero abitare entro un'unica area chiusa, il Ghetto Nuovo, un'isola di Cannaregio in precedenza occupata da una fonderia. I cancelli sigillavano l'area di notte e i residenti stessi pagavano le guardie che facevano rispettare il coprifuoco.
Punti di svolta
Con la crescita della popolazione ebraica veneziana tra Cinquecento e Seicento, il quartiere si estese al vicino Ghetto Vecchio e al Ghetto Nuovissimo. Comunità distinte -- ebrei ashkenaziti dell'Europa centrale, ebrei italiani ed ebrei sefarditi espulsi da Spagna e Portogallo o giunti dal Levante ottomano -- si stabilirono entro le sue mura, e ciascuna edificò la propria sinagoga anziché condividere un unico luogo di culto.
Personaggi influenti
Le restrizioni non impedirono al ghetto di diventare un autentico centro di cultura e di studi ebraici: vi operarono rabbini, medici e stampatori i cui libri in ebraico circolarono in tutta Europa, in un'epoca in cui Venezia era già uno dei maggiori centri tipografici del continente.
Emancipazione e la parola stessa
La segregazione legale cessò l'11 luglio 1797, pochi mesi dopo che l'esercito di Napoleone aveva provocato la caduta della Repubblica; i cancelli furono smontati e bruciati. La parola ghetto aveva però già cominciato a diffondersi a partire da questo solo luogo. L'origine esatta è discussa, e la spiegazione più probabile la collega al getto, la fonderia che occupava l'isola prima del 1516; entro l'Ottocento il termine era comunque impiegato in tutta Europa per qualsiasi quartiere urbano segregato.
Il Novecento
L'emancipazione non si rivelò definitiva. Le leggi razziali italiane del 1938 privarono i cittadini ebrei dei diritti civili e, dopo l'occupazione tedesca dell'Italia settentrionale nel 1943, la comunità fu colpita direttamente. I rastrellamenti del dicembre 1943 e dell'agosto 1944 deportarono ad Auschwitz gli ebrei veneziani: la cifra abitualmente indicata è di circa 246 persone, delle quali meno di dieci fecero ritorno. Gli ospiti della Casa di Riposo, l'istituto per anziani del Campo di Ghetto Nuovo, furono presi in uno di quei rastrellamenti.
Due monumenti in bronzo dell'artista Arbit Blatas, collocati nel campo nel 1980, lo ricordano: una serie di pannelli a rilievo che raffigurano le deportazioni e un pannello noto come L'ultimo treno, accanto a un muro con i nomi dei deportati.
Significato attuale
La comunità ebraica di Venezia conta oggi circa 450 persone, benché poche risiedano ancora nel ghetto, divenuto costoso. Cinque sinagoghe storiche, un museo ebraico e ristoranti e panetterie kosher mantengono il quartiere vivo come comunità e non soltanto come sito storico.