Palazzo Ariani
Palazzo Ariani Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Architettura
Alta tre piani, la facciata gotica del palazzo è asimmetrica: eleganti polifore si dispongono su un lato, affiancate da grandi monofore gotiche ad arco acuto sull'altro, secondo uno schema di aperture tipico dei palazzi gotici veneziani costruiti prima che la simmetria si affermasse come convenzione dominante. Un cortile, chiuso in parte dall'edificio e in parte da un muro di cinta, accoglie una scala esterna retta da archi acuti che sale ai piani superiori.
Caratteristiche del Sito
La polifora traforata del piano superiore è la ragione per cui l'edificio è conosciuto. È un'apertura a sei luci la cui pietra è intagliata in cerchi intrecciati e quadrilobi sopra gli archi, ed è tra i primi esempi superstiti di traforo compiuto su una casa veneziana: lavorato a metà del Trecento, decenni prima che la stessa idea raggiungesse la loggia del Palazzo Ducale e molto prima che divenisse consueta lungo il Canal Grande.
La facciata è deliberatamente sbilanciata. Il gruppo traforato è spostato su un lato, con le monofore semplici allineate accanto, perché la pianta retrostante collocava la sala principale a un'estremità anziché al centro. I fronti simmetrici divennero la norma veneziana solo più tardi, e questa asimmetria è dunque un indizio di datazione più che un difetto.
Sul retro, una scala aperta retta da archi acuti risale il muro del cortile fino ai piani superiori. Quasi ogni palazzo veneziano ne ebbe una; quasi tutte furono rimosse quando gli scaloni interni le sostituirono, e questa è tra le poche rimaste.
La pietra è non restaurata in una misura oggi insolita. Nulla qui è stato ritagliato per effetto, per cui il traforo si legge come un manufatto trecentesco consumato dal tempo anziché come l'idea ottocentesca di uno: è la differenza tra questa facciata e diverse altre gotiche più celebri.
Paesaggio
Il palazzo sorge all'estremità occidentale di Dorsoduro, sul Rio dell'Angelo Raffaele, di fronte alla chiesa dell'Angelo Raffaele al di là del campo e unito dal Ponte del Soccorso al confinante Palazzo Zenobio.
È uno dei quartieri più vuoti della Venezia centrale. Il campo antistante è ampio, spoglio e di norma deserto, senza un solo esercizio rivolto ai visitatori, e le calli attorno appartengono alla parrocchia più che a chi passa.
È proprio il contesto a contare. Ogni altra facciata gotica trecentesca di questa qualità sorge sul Canal Grande o su un campo affollato, e si osserva al di sopra della folla e del traffico acqueo; questa si può guardare da una piazza vuota, in silenzio, che è assai più vicino al modo in cui doveva essere vista.
Le Zattere e l'ampio Canale della Giudecca distano pochi minuti a sud, e San Nicolò dei Mendicoli, l'altra grande chiesa parrocchiale di questo margine della città, è a breve distanza a piedi verso ovest: le due si accompagnano naturalmente al palazzo per chi si spinge fin qui.