Palazzo dei Dieci Savi
Palazzo dei Dieci Savi Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026Architettura
Il palazzo ha due facciate di carattere assai diverso. Il lato lungo, affacciato sulla Ruga degli Orefici, è preceduto da un portico di 37 arcate, con il soffitto a volte a crociera coperto di affreschi conservati in condizioni nel complesso buone. Al di sopra, due piani superiori -- separati da cornici marcate -- portano 37 finestre a bifora entro cornici lapidee semplici e prive di ornato, coronati in sommità da un livello attico anch'esso a bifore.
La più breve facciata sul Canal Grande riprende lo stesso vocabolario a scala minore: quattro arcate al piano terra sotto cinque coppie di bifore rettangolari. Gli unici veri accenti decorativi dell'edificio sono una statua cinquecentesca della Giustizia a un angolo del secondo piano e il rilievo del Leone di San Marco del 1848, che ne segna il breve momento rivoluzionario.
Caratteristiche del Sito
Trentasette arcate
Il portico lungo la Ruga degli Orefici conta 37 arcate, e le 37 bifore soprastanti ne ripetono il numero a ciascun piano superiore. L'intero effetto dell'edificio è aritmetico anziché ornamentale: un ufficio pubblico che si esprime attraverso la ripetizione.
Le volte affrescate
Le volte a crociera all'interno del portico conservano i loro affreschi in condizioni nel complesso buone. Si trovano esattamente sopra la testa, su un passaggio pubblico sotto cui migliaia di persone transitano ogni giorno senza alzare lo sguardo.
Il leone del 1848
Un bassorilievo con il Leone di San Marco fu intagliato sulla facciata durante la Repubblica di San Marco, il governo rivoluzionario di Daniele Manin, durato diciassette mesi prima che gli austriaci riprendessero la città. È un frammento di insurrezione lasciato su un ufficio delle imposte.
La Giustizia all'angolo
Una statua cinquecentesca della Giustizia si erge a un angolo del secondo piano: la figura appropriata per un edificio eretto per ospitare i magistrati che accertavano e riscuotevano i tributi della Repubblica.
Paesaggio
Il palazzo sorge ai piedi del Ponte di Rialto, sulla sponda di San Polo, con il lato lungo sulla Ruga degli Orefici -- la strada degli orafi -- e la testata breve sul Canal Grande.
È l'indirizzo amministrativo più prezioso che la Repubblica avesse. Rialto era il quartiere finanziario, e collocare qui i magistrati fiscali li poneva in mezzo alle banche, agli orafi e ai mercanti la cui ricchezza dovevano accertare.
Il portico non è decorazione ma circolazione. Convoglia il percorso pedonale che scende dal ponte verso il quartiere del mercato, per cui l'edificio è di quelli che si attraversano anziché costeggiare: il piano terra è una strada pubblica con uffici al di sopra.
Oltre di esso si apre il quartiere del mercato di Rialto: l'Erberia, la Pescheria e le schiere porticate che lo Scarpagnino edificò dopo l'incendio del 1514, dallo stesso architetto di questo edificio e nella stessa campagna.
L'estremità sul Canal Grande dà al palazzo una seconda facciata, assai più breve, sull'acqua, visibile dal ponte e da ogni imbarcazione di passaggio.