Palazzo Soranzo
Palazzo Soranzo Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026Origini
La più antica delle due ali di Palazzo Soranzo fu edificata a metà del Trecento dai De Bugni, famiglia di mercanti cremonesi che si era comprata la cittadinanza veneziana. L'ala maggiore, oggi riconoscibile dalle otto finestre ad arco che illuminano il piano nobile, seguì nel Quattrocento, estendendo il complesso lungo il margine del campo.
Punti di svolta
Nel 1401 i De Bugni diedero in sposa la figlia Bianca a Vittorio Soranzo, discendente del doge Giovanni Soranzo. Il matrimonio portò il palazzo alla famiglia Soranzo, di cui porta il nome da allora.
Il rio che un tempo scorreva davanti all'edificio, il Rio Sant'Antonio, fu interrato e pavimentato nel 1761, trasformando quello che era stato un accesso dall'acqua in parte del campo aperto che i visitatori attraversano oggi.
Personaggi influenti
Il nome Soranzo risale a Giovanni Soranzo, doge di Venezia dal 1312 al 1328. Prima dell'elezione comandò la flotta veneziana che sconfisse i genovesi a Caffa, scalo commerciale sul Mar Nero in Crimea: una vittoria che ne definì la fama ben prima che assumesse la massima carica cittadina.
La tradizione locale colloca in questo palazzo anche il poeta Dante Alighieri, decenni prima, durante la sua ultima missione diplomatica a Venezia nell'estate del 1321. Inviato da Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna, a trattare con il doge, Dante vi avrebbe soggiornato; si ammalò nel viaggio di ritorno e morì a Ravenna quel settembre.
Evoluzione culturale
Con la perdita di ricchezza e di rango delle famiglie nobili veneziane dopo la caduta della Repubblica nel 1797, palazzi come questo furono progressivamente frazionati in appartamenti e uffici in tutta la città. Palazzo Soranzo seguì la stessa sorte: per un periodo, nel tardo Novecento, parte dell'edificio ospitò persino un seminario universitario e una biblioteca, prima di tornare a uso residenziale e direzionale.
Significato attuale
Il palazzo è oggi di proprietà privata, suddiviso in appartamenti e uffici. I discendenti della famiglia ne hanno conservato una traccia discreta: le guide locali segnalano che la targa dei campanelli reca inciso un corno ducale, il copricapo cerimoniale dei dogi veneziani, piccolo richiamo al posto di Giovanni Soranzo nella storia familiare.