Porta della Carta
Porta della Carta Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Origini
Nel 1438 il Senato veneziano incaricò gli scultori-architetti Giovanni Bon e il figlio Bartolomeo Bon di realizzare un nuovo, grandioso ingresso cerimoniale al Palazzo Ducale, collocato tra il palazzo e la Basilica di San Marco. L'opera fu completata nel 1442, sotto il dogado di Francesco Foscari, la cui effigie compare scolpita sulla porta stessa.
Punti di svolta
La porta non era in origine nota con il nome attuale: nei primi tempi era detta porta grande, porta del bando o porta dorata. Solo verso la fine del Quattrocento divenne la Porta della Carta, nome con ogni probabilità legato al rapporto con gli uffici amministrativi del palazzo: i funzionari che verificavano e registravano i documenti di Stato e gli scrivani che lavoravano lì accanto al servizio di chi aveva bisogno di aiuto per redigere lettere o contratti.
Personaggi influenti
Il programma scultoreo della porta -- in parte attribuito agli scultori Antonio Bregno e Giorgio da Sebenico più che alla sola bottega dei Bon -- raffigura le quattro Virtù di Prudenza, Carità, Temperanza e Fortezza entro nicchie a baldacchino, coronate da un busto di san Marco Evangelista e, più in alto, da una statua della Giustizia con spada e bilancia. Al di sopra dell'intera composizione, il doge Francesco Foscari si inginocchiava in marmo davanti al Leone di San Marco: una dichiarazione visiva diretta che perfino la più alta carica della Repubblica rispondeva allo Stato e al suo patrono.
Evoluzione culturale
Quella dichiarazione non sopravvisse alla Repubblica stessa. Quando le truppe di Napoleone occuparono Venezia nel 1797, il gruppo con Foscari e il leone fu distrutto in quanto simbolo dell'ordine precedente. Rimase a lungo non sostituito; la scultura visibile oggi è una ricreazione ottocentesca di Luigi Ferrari, che ripristina la composizione originale anziché reinventarla.
Significato attuale
La Porta della Carta funge oggi da uscita del percorso museale del Palazzo Ducale anziché da ingresso formale, ma il suo prospetto resta liberamente visibile dalla Piazzetta San Marco ed è spesso il primo incontro ravvicinato dei visitatori con la scultura gotica veneziana, prima ancora di acquistare un biglietto per il palazzo.