San Giorgio Maggiore
San Giorgio Maggiore Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Origini
Un monastero benedettino sorge su quest'isola dal 982, quando il nobile Giovanni Morosini chiese al doge Tribuno Memmo di concedergli l'intera isola per fondarvi una comunità religiosa. Morosini bonificò personalmente il terreno paludoso e ne divenne il primo abate.
Punti di svolta
La chiesa del monastero fu ricostruita più volte nei secoli prima che i benedettini incaricassero Andrea Palladio di progettare un edificio interamente nuovo, avviato nel 1566. Palladio morì nel 1580, prima del completamento, e la chiesa fu portata a termine secondo il suo progetto dall'architetto Vincenzo Scamozzi.
Personaggi influenti
Il progetto palladiano divenne una delle facciate ecclesiastiche più influenti dell'architettura occidentale, con il suo fronte classico in pietra bianca visibile dall'altra parte dell'acqua da Piazza San Marco. All'interno, il Tintoretto contribuì con due delle sue ultime opere importanti, tra cui una versione dell'Ultima Cena realizzata tra il 1592 e il 1594, alla fine della carriera.
Evoluzione culturale
La soppressione napoleonica dei monasteri veneziani, nel 1806, svuotò il complesso della sua comunità benedettina, e l'isola conobbe usi militari e civili per buona parte dell'Otto e del Novecento. La sua veduta sul bacino ha attratto pittori per generazioni: Claude Monet la dipinse ripetutamente durante un soggiorno veneziano nel 1908.
Significato attuale
Dal 1951 gli edifici monastici ospitano la Fondazione Giorgio Cini, istituzione culturale con una importante biblioteca e un archivio, che vi organizza mostre, concerti e convegni. La chiesa resta officiata e aperta ai visitatori accanto alle attività della fondazione.