San Pietro di Castello
San Pietro di Castello Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026Architettura
La facciata è la prima commissione veneziana di Palladio, ricevuta nel 1558, e non è del tutto un edificio palladiano. Il committente morì prima che i lavori procedessero, e Francesco Smeraldi la costruì su progetto modificato tra il 1594 e il 1596: ciò che si vede è dunque una versione dello schema anziché lo schema stesso. È il punto in cui l'idea palladiana del fronte a tempio entrò a Venezia, prima che egli la perfezionasse a San Giorgio Maggiore e al Redentore.
Il campanile è distaccato dalla chiesa ed è di Mauro Codussi, ricostruito negli anni Ottanta del Quattrocento in pietra d'Istria bianca: tra le prime strutture pienamente rinascimentali della città, e oggi vistosamente pendente.
All'interno, Baldassarre Longhena aggiunse la barocca Cappella Vendramin e l'altare maggiore: l'edificio porta dunque in successione tre dei maggiori architetti veneziani -- la torre di Codussi, il fronte di Palladio, la cappella di Longhena.
L'oggetto più straordinario non è però affatto architettura. Il cosiddetto Trono di San Pietro, nella navata destra, è un seggio duecentesco assemblato a partire da una assai più antica stele funeraria islamica, ancora scolpita in cufico arabo con citazioni coraniche. Giunse con ogni probabilità dal mondo fatimide attraverso Bisanzio dopo il sacco di Costantinopoli del 1204: una lapide musulmana trasformata in cattedra vescovile cristiana, collocata in quella che fu per secoli la cattedrale di Venezia.
Caratteristiche del Sito
Il campanile, ricostruito da Codussi negli anni Ottanta del Quattrocento in pietra d'Istria bianca, pende in modo evidente e resta uno dei campanili più precari di Venezia. All'interno va cercato il Trono di San Pietro nella navata destra -- con le iscrizioni arabe in caratteri cufici ancora visibili su quella che fu una stele funeraria islamica -- accanto alle pale di Veronese e di Giordano e alla barocca Cappella Vendramin di Longhena.
Paesaggio
San Pietro sorge su una propria isoletta all'estremità orientale di Castello, unita al resto della città da un ponte, oltre l'Arsenale e superati i giardini della Biennale.
La distanza è il vero dato storico. Venezia collocò la propria cattedrale e il proprio patriarca all'estremità opposta della città rispetto al Palazzo Ducale, e tenne al centro la Basilica di San Marco, cappella privata del doge. Il potere ecclesiastico e quello politico non furono deliberatamente ospitati insieme, e la mappa lo mostra ancora.
Il contesto non somiglia al resto di Venezia. C'è prato davanti alla chiesa, barche tirate in secco sulla riva, fili da bucato tra le case e un campo che somiglia più a un prato di paese che a una piazza cittadina.
Oltre l'isola la laguna si apre verso Sant'Elena e le acque settentrionali. È il margine orientale della città, quieto in un modo che nessuna quantità di camminate in centro riuscirà a produrre.
Dai Giardini della Biennale sono circa dieci minuti a piedi, ed è l'avvicinamento naturale.