Parma
Parma: Cultura
Il pubblico lirico di Parma ha una fama temibile, e se l’è meritata. Il Teatro Regio è una delle sale dove un cantante può essere fischiato, e i loggionisti considerano il giudizio un dovere civico. Verdi nacque in provincia, alle Roncole, e il Festival Verdi di ottobre è il maggiore appuntamento culturale della città.
La cupola del Correggio nel duomo, dipinta tra il 1526 e il 1530, dissolve l’architettura in un vortice di figure che salgono nella luce. Un contemporaneo l’avrebbe definita un guazzabuglio di rane; è diventata uno dei soffitti più influenti dell’arte europea.
Il cibo è l’altro pilastro ed è davvero regolamentato, non semplicemente tradizionale. Il Parmigiano Reggiano si fa con latte crudo senza additivi, stagiona almeno dodici mesi, e ogni forma viene battuta col martelletto a dodici mesi; chi non passa perde il diritto al nome. Il prosciutto di Parma è maiale, sale e tempo — nient’altro — per almeno dodici mesi.
Oltre a quei due: il culatello della Bassa nebbiosa di Zibello, gli anolini in brodo, la torta fritta, e l’abitudine locale di ordinare nel pomeriggio un calice di Lambrusco o di Fortana con un piatto di salumi.