
Villa Aldobrandini
Scopri Villa Aldobrandini
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026Introduzione
Architettura
Villa Aldobrandini è allineata alla cattedrale di Frascati lungo un viale assiale che continua attraverso il paese come viale Catone. Ha un'imponente facciata seicentesca -- scandita verticalmente da lesene e conclusa al centro da una sopraelevazione racchiusa da un enorme timpano spezzato -- un doppio ordine di gallerie sulla facciata posteriore, scale a chiocciola, la grande esedra del Teatro delle Acque e un parco esteso. Nel parco c'è un cancello monumentale di Carlo Francesco Bizzaccheri, dei primi del Settecento.
La pianta interna segue dal basso la gerarchia di una casa. Il seminterrato ospita le cantine e quelli che erano gli alloggi dei gentiluomini di servizio; sopra, un vestibolo con cappella laterale conduce al grande salone che occupa la parte centrale del piano, con le stanze ai lati; il piano superiore ospitava le stanze del personale al servizio di Pietro Aldobrandini, e l'ultimo quelle degli ospiti. I dipinti sono di mani manieriste e barocche -- Taddeo Zuccari e il fratello Federico, il Cavalier d'Arpino, il Domenichino -- con la stanza di Apollo, o del Parnaso, come la più nota: mosaici variopinti, affreschi del Domenichino e statue lignee policrome delle Muse, di Pegaso e di Apollo. Ci sono anche i succhi d'erba di Ginesio del Barba, pitture a tinte vegetali che si leggono come parati tessuti, e un Clemente VIII di Taddeo Landini, autore di moltissime opere in San Pietro.
Il Teatro delle Acque, di Carlo Maderno con Orazio Olivieri, è l'elemento celebre del giardino: un ninfeo di 2.500 metri quadrati con fontane e terrazze su più livelli, che porta sotto la balaustra una lunga iscrizione in cui il cardinale Pietro Aldobrandini è il conquistatore di Ferrara. Per alimentarlo e con esso il resto del giardino, Aldobrandini fece costruire un acquedotto lungo 8 km dalla Sorgente Modena sul monte Algido. Le fontane sono attribuite a un Fontana, e i due resoconti divergono su quale: Giovanni in uno, Domenico in quello della famiglia.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Cominciò come la villa di qualcun altro. L'edificio originario fu costruito nel 1550. Clemente VIII lo donò nel 1598 al nipote cardinale Pietro Aldobrandini, come ricompensa per le trattative con la Francia che portarono alla pace del 1595 e per la sua parte nell'annessione di Ferrara allo Stato della Chiesa. Alla fine del secolo il cardinale acquistò il territorio che oggi costituisce il parco, insieme ad alcune modeste costruzioni.
Tre architetti e vent'anni. Aldobrandini incaricò l'architetto romano Giacomo della Porta di trasformarlo in un luogo dove un cardinale potesse vivere e anche ricevere un papa. I lavori iniziarono nel 1598 e, pur essendo il nucleo compiuto alla morte di della Porta, proseguirono per altri vent'anni su villa e giardino sotto Carlo Maderno -- che aggiunse la loggia, e che ultimò San Pietro -- e Fontana. Quale Fontana non è risolto: il resoconto esistente nomina Giovanni, il sito della famiglia nomina Domenico. Erano fratelli.
L'acqua andava portata. Un teatro d'acque su un fianco di collina ha bisogno di pressione, non solo di una sorgente, perciò il cardinale fece costruire un acquedotto lungo otto chilometri dalla Sorgente Modena sul monte Algido per alimentare il Teatro delle Acque e il giardino. Il giardino sta a valle di un'opera di ingegneria civile.
La famiglia cambiò e il nome no. All'estinzione della linea Aldobrandini la villa fu contesa tra gli eredi Borghese e Pamphili, e rimase al ramo secondogenito dei Borghese, che riprese il cognome Aldobrandini.
Poi le bombe. La parte alta del giardino è in abbandono dai bombardamenti americani durante lo sbarco alleato nella Seconda guerra mondiale, che danneggiarono anche le fontane del Teatro delle Acque. Il padre dell'attuale proprietario le riparò poco dopo, ma usando cemento, e si trovavano in cattive condizioni quando il principe Camillo Aldobrandini avviò i lavori di restauro nel 2011.
Domande frequenti
Si entra?
No. La villa è proprietà privata, ancora di proprietà della famiglia Aldobrandini e abitata, e l'interno è chiuso al pubblico. Il parco è visitabile facendo richiesta all'ufficio di informazione turistica di Frascati.
Quali sono gli orari?
Non ne sono pubblicati. Il sito della famiglia concede la villa per eventi privati e non pubblicizza un'apertura al pubblico; l'accesso al parco si combina tramite l'ufficio turistico, perciò va chiesto e non cercato su un orario.
Quanto è grande il teatro d'acque?
Il ninfeo è indicato dai proprietari in 2.500 metri quadrati, con fontane e terrazze su più livelli. È di Carlo Maderno e Orazio Olivieri.
Da dove viene l'acqua?
Da un acquedotto lungo otto chilometri, fatto costruire dal cardinale Pietro Aldobrandini dalla Sorgente Modena sul monte Algido appositamente per alimentare il teatro d'acque e il giardino.
Perché un cardinale ebbe una villa?
Clemente VIII la donò al nipote Pietro Aldobrandini nel 1598 come ricompensa per le trattative con la Francia dietro la pace del 1595 e per la sua parte nell'annessione di Ferrara allo Stato della Chiesa. L'iscrizione sotto la balaustra del ninfeo lo chiama ancora il conquistatore di Ferrara.
Chi la costruì?
Giacomo della Porta la progettò dal 1598; Carlo Maderno diresse i lavori dopo la morte di della Porta e aggiunse la loggia; le fontane sono attribuite a Fontana -- Giovanni in un resoconto, Domenico in quello della famiglia. I fratelli lavorarono entrambi alle opere d'acqua papali.
Che cosa c'era prima?
Preesistenze latine e romane, e per tradizione la villa di Lucullo. Nel cortile sono stati rinvenuti grandi massi squadrati di epoca preromana, probabilmente di un tempio etrusco-latino.
Perché una parte del giardino è in rovina?
I bombardamenti americani durante lo sbarco alleato nella Seconda guerra mondiale. La parte alta del giardino è in abbandono da allora, e le fontane del teatro d'acque furono danneggiate negli stessi raid.
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