
Nemi
Scopri Nemi
Un'introduzione concisa a Nemi, alla sua geografia, storia e cultura.
Introduzione
Nemi è un comune di circa 1.829 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, posizionato quasi al centro dei Colli Albani a 521 m s.l.m. e affacciato sul lago di Nemi, lago craterico vulcanico. Dista 6 chilometri a nord-ovest di Velletri e circa 30 chilometri a sud-est di Roma, ed è uno dei Borghi più belli d'Italia.
È piccolissimo. Con un'estensione di 7,31 kmq è il secondo comune più piccolo dei Castelli Romani dopo Colonna, e i suoi confini abbracciano l'intero cratere del lago.
Il nome è più antico di qualsiasi insediamento. Deriva dal latino nemus, "bosco sacro", e nell'antichità la zona non aveva alcun abitato. C'era il bosco, e in esso uno dei più celebri culti e templi romani: il tempio di Diana Nemorense.
La fama moderna poggia su ciò che fu trovato nell'acqua. Il lago di Nemi è celebre per essere stato il luogo del ritrovamento di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore Caligola, conservate nel Museo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel 1944.
E ha un'identità locale più quieta: Nemi è nota per la coltivazione delle fragole e per la sagra che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno.
Domande frequenti
Che cos'erano le navi di Nemi? Diverse grandissime e costosissime chiatte di lusso fatte costruire da Caligola per il lago, forse in rapporto con il culto di Diana Nemorense. Una era un santuario concepito per essere rimorchiato; l'altra un'imbarcazione da diporto con edifici sopra. Dopo la caduta di Caligola furono affondate.
Come furono recuperate? Abbassando il livello del lago, usando canali sotterranei scavati dagli antichi Romani. Lo scavo fu diretto da Guido Ucelli, per ordine di Mussolini — uno dei molti tentativi di accostarsi agli imperatori romani — e si concluse nel 1932. Sull'anno d'inizio i resoconti divergono: la fonte italiana indica il 1927, quella inglese il 1929.
Qualcuno ci aveva provato prima? Sì. Furono riscoperte nel Rinascimento, e Leon Battista Alberti avrebbe tentato di sollevarle legandole a botti galleggianti. Fallì, per il marciume esteso.
Che fine hanno fatto? Furono distrutte da un incendio il 31 maggio 1944.
Chi le bruciò? È controverso. O le forze tedesche in ritirata alla fine della guerra, o accidentalmente degli occupanti abusivi rifugiatisi nell'edificio del museo.
Si vede ancora qualcosa? Sì. I resti degli scafi sopravvivono al Museo delle Navi Romane a Nemi, e i reperti superstiti degli scavi più le repliche sono esposti nel Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo, a Roma.
Da dove viene il nome? Dal latino nemus, "bosco sacro".
C'era un paese qui nell'antichità? No. La zona non aveva alcun abitato; il bosco ospitava il tempio di Diana Nemorense, uno dei più celebri culti e templi romani.
Quanto è antico il tempio? Fu eretto attorno al 300 a.C., benché il culto di Diana a Nemi fiorisse almeno dal VI secolo a.C.
Quanto è grande il comune? 7,31 kmq e 1.829 abitanti: il secondo più piccolo dei Castelli Romani dopo Colonna. I suoi confini abbracciano l'intero cratere del lago.
Quando è la sagra delle fragole? La prima domenica di giugno, ogni anno.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.