
Museo dell’Ara Pacis
Museo dell’Ara Pacis Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Un altare con due date certe, una lunga sparizione e una ricomposizione che ne ha cambiato l'orientamento.
Cronologia
- 4 luglio 13 a.C. — il Senato romano commissiona il monumento per celebrare il ritorno di Augusto a Roma dopo tre anni in Spagna e in Gallia. Impatto strutturale: l'altare nasce come atto pubblico e senatorio, non come commissione personale. Cosa si vede oggi: il motivo per cui i fregi sono una cerimonia di stato e non un ritratto — il committente è il Senato.
- 30 gennaio 9 a.C. — l'altare viene consacrato. Impatto strutturale: il completamento, poco più di tre anni dopo la commissione. Cosa si vede oggi: è la cerimonia di dedicazione stessa quella che i fregi processionali raffigurano.
- Età augustea — le pareti del recinto sono scolpite in marmo di Luna, la parete interna scandita da bucrani e ghirlande e la sua parte inferiore tagliata a imitare tavole di legno. Impatto strutturale: il monumento è legato visivamente agli altari più antichi collocati ai confini del pomerio di Roma. Cosa si vede oggi: il motivo a tavole sulla faccia interna, leggibile come decorazione e in realtà una rivendicazione di pratica ancestrale — all'esterno il registro inferiore è invece il fregio di acanto.
- — i primi frammenti dell’Ara Pacis emergono sotto Palazzo Peretti in Lucina e vengono dispersi fra Villa Medici, il Vaticano, gli Uffizi e il Louvre. Impatto strutturale: il monumento entra nella documentazione moderna come scultura sparsa e non come edificio. Cosa si vede oggi: frammenti dell’Ara Pacis ancora conservati a Villa Medici, in Vaticano, agli Uffizi e al Louvre, lontani dal monumento.
- — il monumento è ricomposto nella sede attuale, ruotato di 90 gradi in senso antiorario rispetto all'orientamento originario, con le parti mancanti disegnate ex novo. Impatto strutturale: l'altare è ricostruito come oggetto museale in un nuovo contesto, e il suo orientamento è cambiato in modo permanente. Cosa si vede oggi: il fronte d’ingresso, in origine il lato occidentale, che ora guarda a sud verso il Lungotevere.
- — il padiglione di Richard Meier sostituisce la teca del 1938 sullo stesso sito. Impatto strutturale: un involucro in vetro e acciaio molto più ampio, diviso in più sale attorno a quella dell'altare. Cosa si vede oggi: l'edificio a cui si arriva dal Lungotevere, e una polemica su di esso ancora aperta.
Verificato su Wikipedia, settembre 2026.