
Colonna di Marco Aurelio
Colonna di Marco Aurelio caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Il monumento
La Colonna di Marco Aurelio è un unico fusto di marmo grigio-bianco che si alza isolato al centro di una piazza rettangolare trafficata nel mezzo di Roma, e la prima cosa da cogliere è la proporzione: è alta circa trenta metri — più o meno un edificio di dieci piani — e abbastanza snella perché l'occhio la risalga tutta prima di registrare altro.
Tutta la superficie è scolpita. Da pochi metri da terra fino al capitello, un ininterrotto nastro a spirale di rilievo gira attorno al fusto, con figure alte poco più di un palmo per giro: soldati, cavalli, attraversamenti di fiumi, palizzate, opere d'assedio, incisi abbastanza a fondo da gettare ombre nette. Da vicino il marmo è butterato e grigio-bruno per duemila anni di intemperie; le figure si leggono come trama più che come volti.
È costruita, non cavata in un pezzo. Il fusto è fatto di 28 blocchi cilindrici di marmo lunense sovrapposti, e i giunti orizzontali tra i rocchi si vedono fino in cima, tagliando la spirale.
La base è spoglia e la cima non è romana. Sotto, una base di 12 metri tra zoccolo e basamento resta vuota — rilievi e iscrizione non ci sono più. Sopra, oltre un capitello dorico cinto da una piccola balaustra di ferro, sta una figura bronzea verde di San Paolo, scura contro il cielo e visibile dal fondo della piazza.
Il contorno è Roma ordinaria, e fa parte dell'effetto. Palazzo Chigi su un lato, facciate ocra e rosso mattone sugli altri; gli autobus passano sul Corso a pochi metri. Non c'è recinto, né barriera degna di nota, né biglietteria: la colonna sta semplicemente dentro il disegno della strada, come dal II secolo.
Punti salienti
Il fregio a spirale
Rilievo scolpito in una serie di giri a spirale che registra le campagne contro i Germani (172-173) e i Sarmati (174-175).
L'attraversamento del Danubio
La prima scena, ai piedi della spirale: l'esercito che attraversa il Danubio su un ponte di barche.
La Vittoria alata
Separa la campagna germanica da quella sarmatica.
I 28 rocchi
Blocchi cilindrici di marmo lunense, il marmo bianco di Carrara, sovrapposti per tutta l'altezza.
La scala interna
Una scala a chiocciola illuminata da feritoie percorre l'interno del fusto.
Il San Paolo di bronzo
Collocato sulla sommità nel 1589, quando Domenico Fontana restaurò la colonna per Sisto V.
La base spoglia
I rilievi del basamento andarono perduti in quello stesso restauro, e l'iscrizione onoraria è scomparsa.
L'iscrizione sbagliata
Il basamento porta un'iscrizione che attribuisce erroneamente la colonna ad Antonino Pio: l'origine del nome Colonna Antonina.