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Colonna di Marco Aurelio in Roma - Goparoo

Colonna di Marco Aurelio

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Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026
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Introduzione

La colonna sorge al centro dell'omonima piazza, e Turismo Roma registra che fu realizzata tra il 180 d.C., anno della morte di Marco Aurelio, ed il 193 d.C., con i lavori di costruzione ultimati da Commodo, figlio e successore dell'imperatore.

Fu modellata sulla Colonna Traiana. È alta 100 piedi romani — circa trenta metri — ed è sostenuta da una base di 12 metri, costituita da uno zoccolo e un basamento su cui era incisa l'iscrizione onoraria, oggi scomparsa.

La base perse le sue sculture nel Cinquecento. Il basamento era decorato da rilievi, andati perduti nel restauro eseguito da Domenico Fontana nel 1589 su commissione di Papa Sisto V — e in quella stessa occasione, sulla sommità, fu collocata la statua bronzea di San Paolo.

Il fusto è il monumento. La colonna è di ordine dorico ed è composta da 28 blocchi di pietra a forma cilindrica di marmo lunense, marmo bianco di Carrara, scolpiti con fregi a rilievo che, in una serie di giri a spirale, rievocano le campagne militari di Marco Aurelio contro i Germani (172-173) e i Sarmati (174-175), separate da una Vittoria alata.

Il racconto si legge salendo. Si snoda dal basso verso l'alto e inizia con l'attraversamento del Danubio su un ponte di barche; seguono scene di marce, di costruzioni di accampamenti, di battaglie, di assedi, di discorsi alle truppe.

Ed è cava. Una scala a chiocciola, illuminata da feritoie, percorre l'interno, mentre il basamento riporta un'iscrizione che attribuisce erroneamente la colonna ad Antonino Pio: da qui la convinzione che si trattasse della Colonna Antonina.

Architettura

È dorica, ed è assemblata. Turismo Roma registra che la colonna è di ordine dorico e composta da 28 blocchi di pietra a forma cilindrica di marmo lunense, marmo bianco di Carrara, scolpiti con fregi a rilievo in una serie di giri a spirale.

Le sue proporzioni sono date in piedi romani. È alta 100 piedi romani — circa trenta metri — sostenuta da una base di 12 metri, costituita da uno zoccolo e un basamento.

Il progetto è dichiaratamente derivato. La colonna è ispirata alla Colonna Traiana, che a Roma aveva fissato la forma del racconto elicoidale continuo.

È cava ed era fatta per essere salita. Una scala a chiocciola, illuminata da feritoie, percorre l'interno: le feritoie sono le piccole aperture scure visibili sul fusto dalla piazza.

Due interventi successivi definiscono ciò che si vede. I rilievi del basamento andarono perduti nel restauro di Domenico Fontana del 1589 per Sisto V, e nella stessa occasione fu collocata sulla sommità la statua bronzea di San Paolo.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

I lavori cominciarono a una successione. La colonna fu realizzata tra il 180 d.C., anno della morte di Marco Aurelio, e il 193 d.C., e la costruzione fu ultimata da Commodo, figlio e successore: un monumento cominciato per un imperatore morto e finito come dichiarazione da quello vivo.

Fu impilata a rocchi. 28 blocchi cilindrici di marmo lunense — pietra di Carrara — furono sovrapposti fino a 100 piedi romani su una base di 12 metri, e il fregio a spirale fu poi condotto attraverso i giunti.

La scultura fu progettata come racconto. Il rilievo si snoda dal basso verso l'alto, aprendosi con l'attraversamento del Danubio su un ponte di barche e proseguendo con marce, costruzioni di accampamenti, battaglie, assedi e discorsi alle truppe, con una Vittoria alata a segnare la divisione tra campagna germanica e sarmatica.

Nel fusto fu ricavata una scala interna. È una scala a chiocciola illuminata da feritoie: per questo la colonna è cava e piccole aperture punteggiano la superficie scolpita.

L'ultima campagna costruttiva fu una sottrazione. Nel 1589 Domenico Fontana, per Sisto V, la restaurò: i rilievi del basamento andarono perduti e salì il San Paolo in bronzo.

Domande frequenti

Si paga? No. Sta in una piazza pubblica e Turismo Roma non pubblica né prezzo né biglietteria.

Quali sono gli orari? Nessuno è pubblicato, perché non c'è nulla da aprire.

Quando fu costruita? Tra il 180 d.C., anno della morte di Marco Aurelio, e il 193 d.C., con i lavori ultimati da Commodo, figlio e successore.

Quanto è alta? 100 piedi romani — circa trenta metri — su una base di 12 metri.

Di che materiale è? 28 blocchi cilindrici di marmo lunense, il marmo bianco di Carrara, in ordine dorico.

Che cosa mostra il fregio? Le campagne di Marco Aurelio contro i Germani (172-173) e i Sarmati (174-175), separate da una Vittoria alata.

Dove comincia il racconto? In basso, con l'attraversamento del Danubio su un ponte di barche; poi vengono marce, costruzioni di accampamenti, battaglie, assedi e discorsi alle truppe.

Chi è la statua in cima? San Paolo, in bronzo, collocato nel 1589 quando Domenico Fontana restaurò la colonna per Papa Sisto V.

Che fine ha fatto la base? I suoi rilievi andarono perduti in quello stesso restauro del 1589, e l'iscrizione onoraria che vi era incisa è scomparsa.

Perché si chiama anche Colonna Antonina? Perché il basamento porta un'iscrizione che attribuisce erroneamente la colonna ad Antonino Pio.

Si può entrare? C'è una scala a chiocciola illuminata da feritoie che percorre l'interno, ma la città non pubblica nulla sulla sua visita.

Dove si trova? Piazza Colonna, sul Corso.

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