Skip to content
Galleria Borghese in Roma - Goparoo

Galleria Borghese

Scopri Galleria Borghese

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
8.1 /10
Valutazione editoriale
/10
traveler ratings

Panoramica

La Galleria Borghese conserva la raccolta di scultura e pittura avviata dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, nella villa costruita per esporla. È quest’ultimo punto a distinguerla dalla maggior parte dei musei: i gruppi di Bernini furono scolpiti per queste sale e si trovano ancora qui.

L’edificio è piccolo e densissimo. Venti sale su due piani accolgono Apollo e Dafne e il David di Bernini, sei Caravaggio, la Paolina Borghese come Venere vincitrice di Canova, la Deposizione di Raffaello e l’Amor sacro e amor profano di Tiziano. Non c’è nulla di secondario.

La Galleria non è il parco. Villa Borghese è il giardino pubblico che la circonda, gratuito e aperto; la Galleria Borghese è un museo a pagamento al suo interno, con ingresso a turni e prenotazione obbligatoria. Capita spesso che i visitatori arrivino al parco convinti di poter vedere la collezione e scoprano che bisognava prenotare giorni prima.

Introduzione

La Galleria Borghese conserva la raccolta di scultura e pittura avviata dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, nella villa costruita per esporla. È quest’ultimo punto a distinguerla dalla maggior parte dei musei: i gruppi di Bernini furono scolpiti per queste sale e si trovano ancora qui.

L’edificio è piccolo e densissimo. Venti sale su due piani accolgono Apollo e Dafne e il David di Bernini, sei Caravaggio, la Paolina Borghese come Venere vincitrice di Canova, la Deposizione di Raffaello e l’Amor sacro e amor profano di Tiziano. Non c’è nulla di secondario.

La Galleria non è il parco. Villa Borghese è il giardino pubblico che la circonda, gratuito e aperto; la Galleria Borghese è un museo a pagamento al suo interno, con ingresso a turni e prenotazione obbligatoria. Capita spesso che i visitatori arrivino al parco convinti di poter vedere la collezione e scoprano che bisognava prenotare giorni prima.

Architettura

È un casino, non un palazzo. La distinzione conta e determina la visita: il casino era una casa suburbana costruita per ricevere e per esporre, non per abitarvi, quindi l’edificio è piccolo, simmetrico e interamente organizzato intorno alle sale d’arte. Non ci sono scalone d’onore, appartamento di rappresentanza né cortile.

Due piani, venti sale, un unico percorso. Al piano terra la scultura, al piano superiore la pittura. Le sale si aprono direttamente l’una sull’altra: per questo il turno di due ore funziona come itinerario, e per lo stesso motivo l’edificio non può assorbire la folla come un museo più grande. Centottanta persone sono vicine alla sua capienza confortevole, ed è la ragione del contingentamento.

Gli interni sono più tardi dell’involucro. La ridecorazione di Antonio Asprucci, fra il 1778 e il 1782, inserì statue antiche nelle nicchie, frammenti di mosaico romano nei pavimenti e volte dipinte intonate alla scultura principale di ciascuna sala. Le grottesche prospettiche che le inquadrano sono di Giovan Battista Marchetti. L’effetto è voluto: il soffitto dichiara a cosa serve la sala.

Guardate i pavimenti. Non sono un ornamento aggiunto per effetto: i frammenti di mosaico sono romani, compreso un calendario mosaicato della prima metà del III secolo e le personificazioni marine della Sala Egizia. Molti visitatori passano due ore con lo sguardo in alto e non li notano.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Costruita come casino, fra il 1613 e il 1616. La parola indicava una casa suburbana per ricevere ed esporre, non per abitarvi, e la costruzione lo rispecchia: due piani compatti, pianta simmetrica, sale che si aprono direttamente l’una sull’altra e nessuno spazio dedicato a scaloni, cortili o appartamenti di rappresentanza come sarebbe servito a un palazzo urbano. Il sito era allora campagna aperta fuori le mura aureliane, raggiungibile più facilmente da Porta del Popolo.

L’edificio fu progettato intorno al suo contenuto, non adattato a esso. È l’aspetto insolito, ed è il motivo per cui qui la scultura si legge diversamente che in un museo: i gruppi di Bernini furono commissionati per sale già individuate in un edificio in costruzione e scolpiti per essere avvicinati da una direzione precisa. Apollo e Dafne si risolve girandogli attorno e non da un punto fisso, cosa che ha senso solo in una sala di queste dimensioni.

Ciò che si attraversa è una ricostruzione più tarda degli interni. Fra il 1778 e il 1782 Antonio Asprucci rielaborò le sale una per una: statue antiche inserite in nuove nicchie, frammenti di mosaico romano nei pavimenti e volte dipinte commissionate per accordarsi alla scultura principale di ogni sala, inquadrate dalle grottesche prospettiche di Giovan Battista Marchetti. L’involucro seicentesco custodisce un allestimento settecentesco, e quasi ogni nome di sala deriva da ciò che vi collocò Asprucci e non dal progetto originario.

Domande Frequenti

La Galleria Borghese e Villa Borghese sono la stessa cosa? No, ed è l’equivoco più frequente. Villa Borghese è il grande parco pubblico, gratuito e aperto; la Galleria Borghese è un museo a pagamento al suo interno, con turno prenotato obbligatorio. Fino al 1902 erano un’unica proprietà privata, da cui il nome condiviso.

Posso presentarmi e comprare il biglietto all’ingresso? No. La prenotazione è obbligatoria per ogni tipologia di biglietto. A volte vengono liberati biglietti last minute dal minuto 20 di ogni ora, ma non sono garantiti e danno diritto a una visita più breve.

Ho diritto alla gratuità. Devo prenotare comunque? Sì. Il museo precisa che la gratuità non esime dalla prenotazione obbligatoria, e in genere restano dovuti i €2 di diritti.

Quanto tempo ho? Due ore dall’inizio del turno. Il turno delle 17.45 è più breve, e i last minute danno un’ora e trenta.

Posso cambiare o farmi rimborsare il biglietto? No. I biglietti acquistati non sono modificabili né rimborsabili.

Perché il biglietto 18-25 costa solo €2? È la riduzione per i giovani prevista per i musei statali italiani applicata a un intero di €16, valida per i cittadini UE e, a condizione di reciprocità, per i titolari di permesso di soggiorno. Portate il documento che prova il diritto: senza, si paga la tariffa piena o ridotta non agevolata.

Dove sono finite le antichità Borghese? Al Louvre. Nel 1808 il principe Camillo Borghese, marito della sorella di Napoleone, fu costretto a vendere all’imperatore le sculture e le antichità romane. Non tornarono mai, ed è il motivo per cui una collezione celebre per la scultura espone relativamente poca opera antica.

Due ore bastano? Per venti sale sì, se non si pretende di leggere ogni didascalia. L’edificio è piccolo e il percorso è un anello: la densità sta nella qualità, non nella quantità.

Guarda Galleria Borghese attraverso le foto dei viaggiatori →