
Mausoleo di Santa Costanza
Mausoleo di Santa Costanza caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Il mausoleo
Il Mausoleo di Santa Costanza è un tamburo circolare basso e massiccio, in laterizio, isolato nel prato accanto alla basilica di Sant’Agnese, spoglio all’esterno, con un tetto conico ribassato e una corona di finestrine ad arco verso l’alto. Dal vialetto sembra chiuso e poco notevole.
Dentro si apre in due anelli. Si entra da un nartece con due absidi ai lati in un corridoio circolare coperto da volta a botte, che gira tutto attorno a un vano centrale: due spazi circolari concentrici, uno scuro e avvolgente, l’altro chiaro e aperto.
Dodici coppie di colonne li separano. Fusti di granito ricavati da un precedente edificio di epoca romana stanno appaiati a reggere archi, così il centro si vede attraverso una quinta di colonne da ogni punto dell’ambulacro.
La luce cade dall’alto, al centro. Una cupola di 22,50 m di diametro si alza sul vano centrale, illuminata da dodici finestroni centinati; la cupola in sé è nuda, perché i suoi mosaici furono rimossi da Urbano VIII. L’ambulacro, al contrario, è a volta bassa e in penombra.
Ed è quella volta in penombra a essere coperta di colore. I mosaici del IV secolo corrono per tutto il giro su fondo bianco: motivi geometrici, poi riquadri di frutta, fiori, pavoni e colombe, poi scene di vendemmia — tralci di vite, figure che pigiano l’uva, carri — in verde, oro, rosso e blu scuro: ed è per questo che l’edificio fu preso per un tempio di Bacco.
Le pareti portano nicchie, e una contiene una tomba. Nicchie rettangolari e semicircolari scandiscono il muro esterno; nella nicchia di fondo sta una copia del sarcofago di Costanza in porfido rosso, massiccio e di un rosso-porpora profondo. Altri mosaici si conservano nelle nicchie, e in alcune si leggono ancora i nomi incisi da artisti olandesi e fiamminghi del Seicento.
Punti salienti
I mosaici dell’ambulacro
IV secolo, sulla volta del corridoio: motivi geometrici, frutta, fiori, pavoni, colombe e scene di vendemmia. Tra i più antichi mosaici monumentali cristiani sopravvissuti a Roma.
Le dodici coppie di colonne
Fusti di granito ricavati da un precedente edificio di epoca romana, che reggono la cupola di 22,50 m.
I dodici finestroni
Dodici finestroni centinati illuminano la parte centrale, conferendole un considerevole fascino.
I mosaici delle nicchie
La consegna delle chiavi a San Pietro e la consegna della legge a San Pietro e San Paolo; ai lati dell’ingresso, Costanza e suo marito Annibaliano.
La copia del sarcofago
Nella nicchia di fondo; l’originale in porfido rosso è oggi nei Musei Vaticani.
I nomi dei Bent-vogels
Incisi in alcune nicchie del deambulatorio dagli artisti olandesi e fiamminghi del Seicento, e ancora leggibili oggi.
Il nartece a due absidi
Il collegamento con la grande basilica cimiteriale, come nel Mausoleo di Elena sulla via Labicana.
I mosaici perduti della cupola
Fatti rimuovere da papa Urbano VIII (1623-1644) perché gravemente danneggiati.