
Mausoleo di Santa Costanza
Scopri Mausoleo di Santa Costanza
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Introduzione
Il Mausoleo di Santa Costanza è uno dei monumenti più importanti dell’architettura tardo-antica, ed è fra i primi esempi — insieme al Battistero Lateranense — di edificio cristiano a pianta centrale con ambulacro, corridoio di passaggio.
Fu alzato da una donna accanto alla chiesa che aveva fatto costruire. Fu eretto agli inizi del IV secolo da Costantina, o Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, a ridosso della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero sotterraneo, luogo di sepoltura della martire Agnese — esempio di integrazione tra mausoleo e basilica in epoca costantiniana. L’ingresso è preceduto da un nartece con due absidi ai lati che fungono da collegamento con la grande basilica cimiteriale, come nel Mausoleo di Elena, realizzato a ridosso della basilica costantiniana dei Santi Marcellino e Pietro sulla via Labicana, oggi via Casilina.
La sua innovazione sono due cerchi uno dentro l’altro. La caratteristica più innovativa è costituita dai due spazi circolari concentrici, che derivano da modelli romani di templi, mausolei e ninfei, come il Pantheon e il Mausoleo di Augusto — e in particolare dal Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme dall’imperatore Costantino e dalla madre Elena, edificio destinato a influenzare gran parte dell’architettura medioevale.
Dentro, una cupola poggia su dodici coppie di colonne. L’interno — un corridoio circolare coperto da volta a botte e un vano centrale — è sovrastato da una cupola di 22,50 m di diametro, delimitata da dodici coppie di colonne di granito ricavate da un precedente edificio di epoca romana. Dodici finestroni centinati illuminano la parte centrale. I mosaici della cupola furono fatti rimuovere da papa Urbano VIII (1623-1644) in quanto gravemente danneggiati, e nella nicchia di fondo si trova una copia del sarcofago di Costanza in porfido rosso — l’originale è oggi conservato nei Musei Vaticani.
Quello che resta sopra la testa è la ragione per venire. I mosaici del IV secolo sulla volta del corridoio raffigurano motivi geometrici, scene naturalistiche con frutta, fiori, pavoni, colombe e scene di vendemmia — tipico caso di adattamento di temi pagani alla tradizione cristiana, che ha fatto sì che il mausoleo venisse a lungo identificato con il tempio di Bacco. Sono tra i più antichi mosaici monumentali cristiani sopravvissuti a Roma.
Architettura
La pianta è il punto. La caratteristica più innovativa del Mausoleo di Santa Costanza è costituita dai due spazi circolari concentrici, che derivano da modelli romani di templi, mausolei e ninfei, come il Pantheon e il Mausoleo di Augusto, e in particolare dal Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme dall’imperatore Costantino e dalla madre Elena — edificio destinato a influenzare gran parte dell’architettura medioevale.
È tra i primi del suo genere. Turismo Roma lo colloca, insieme al Battistero Lateranense, fra i primi esempi di edificio cristiano a pianta centrale con ambulacro, e lo definisce uno dei monumenti più importanti dell’architettura tardo-antica.
La struttura è un corridoio e una cupola. L’interno è costituito da un corridoio circolare coperto da volta a botte e da un vano centrale, sovrastato da una cupola di 22,50 m di diametro, delimitata da dodici coppie di colonne di granito ricavate da un precedente edificio di epoca romana, con dodici finestroni centinati a illuminare il centro.
L’ingresso fu progettato per collegare. È preceduto da un nartece con due absidi ai lati che fungono da collegamento con la grande basilica cimiteriale — la stessa soluzione del Mausoleo di Elena accanto alla basilica costantiniana dei Santi Marcellino e Pietro sulla via Labicana.
E parte della decorazione è stata sottratta. L’interno della cupola era rivestito da mosaici, in seguito fatti rimuovere da papa Urbano VIII in quanto gravemente danneggiati.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Fu costruito come tomba, contro una chiesa, dalla donna che pagò entrambe. Costantina, o Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, lo eresse agli inizi del IV secolo, a ridosso della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero sotterraneo che era luogo di sepoltura della martire Agnese.
Le colonne vennero da un edificio romano più antico. La cupola è delimitata da dodici coppie di colonne di granito ricavate da un precedente edificio di epoca romana.
Il suo modello era a Gerusalemme. I due cerchi concentrici derivano da templi, mausolei e ninfei romani — il Pantheon, il Mausoleo di Augusto — e in particolare dal Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme dall’imperatore Costantino e dalla madre Elena.
La decorazione fu finita a mosaico, due volte. La volta del corridoio porta i mosaici del IV secolo; anche l’interno della cupola era rivestito di mosaici, rimossi da Urbano VIII quando erano ormai gravemente danneggiati.
Il suo contenuto è stato spostato. La nicchia di fondo ospita una copia del sarcofago di Costanza in porfido rosso; l’originale è oggi conservato nei Musei Vaticani.
Domande frequenti
Quali sono gli orari? Nessuno è pubblicato. Turismo Roma dice di consultare il sito ufficiale per orari di accesso e informazioni di visita.
Quanto costa? Nessun prezzo è pubblicato per il complesso.
Chi lo costruì e quando? Costantina, o Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, agli inizi del IV secolo, a ridosso della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero dove era sepolta la martire Agnese.
Perché la sua pianta è importante? È fra i primi esempi, con il Battistero Lateranense, di edificio cristiano a pianta centrale con ambulacro, e uno dei monumenti più importanti dell’architettura tardo-antica.
Da dove viene quella pianta? Da modelli romani di templi, mausolei e ninfei come il Pantheon e il Mausoleo di Augusto, e in particolare dal Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme dall’imperatore Costantino e dalla madre Elena.
Quanto è grande la cupola? 22,50 m di diametro, delimitata da dodici coppie di colonne di granito ricavate da un precedente edificio romano, con dodici finestroni centinati a illuminare il centro.
Che cosa mostrano i mosaici? Sulla volta del corridoio, opere del IV secolo con motivi geometrici, frutta, fiori, pavoni, colombe e scene di vendemmia; nelle nicchie, la consegna delle chiavi a San Pietro e la consegna della legge a San Pietro e San Paolo; e ai lati dell’ingresso, Costanza e suo marito Annibaliano.
Perché fu creduto un tempio di Bacco? Perché i mosaici sono un tipico caso di adattamento di temi pagani alla tradizione cristiana — le scene di vendemmia soprattutto.
Chi erano i Bent-vogels? Una bizzarra associazione di artisti olandesi e fiamminghi che vi si riuniva nel Seicento, brindando davanti al sarcofago in porfido dopo feste di battesimo in un’osteria sulla via Nomentana; i festeggiamenti potevano durare tre giorni e tre notti, finché Clemente XI proibì l’usanza nel 1720. Alcuni dei loro nomi, incisi nelle nicchie del deambulatorio, si leggono ancora.
Il sarcofago è quello vero? No: la nicchia di fondo ne ospita una copia; l’originale sarcofago in porfido rosso è oggi nei Musei Vaticani.
Che fine hanno fatto i mosaici della cupola? Furono fatti rimuovere da papa Urbano VIII (1623-1644) perché gravemente danneggiati.
Chi lo disegnò? Antonio da Sangallo, il Vignola e Piranesi, tra gli altri; i loro schizzi testimoniano decorazioni ormai scomparse.
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