
Quartiere Coppedè
Quartiere Coppedè caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 6 ottobre 2026La piazza
Il Coppedè è un'architettura di quattro strade che si comporta come se il Novecento non fosse accaduto. È un complesso di 26 palazzine e 17 villini che sorge tra la Salaria e la Nomentana, a due passi dal centro storico, e la città lo descrive come in realtà non un vero quartiere, ma un angolo di Roma dalle fattezze inaspettate e bizzarre.
La soglia è un arco con una luce appesa. Un "arcone" riccamente decorato che congiunge i due palazzi degli ambasciatori, dal quale scende un grande lampadario in ferro battuto, definisce l'ingresso del quartiere: ferro nero contro la pietra, che oscilla un poco, visibile dal fondo della strada.
Dentro, i linguaggi si scontrano. Un fantastico miscuglio di arte Liberty, Art Decò, con infiltrazioni di arte greca, gotica, barocca e addirittura medievale: archi acuti sopra griglie Decò, putti rinascimentali su balconi Liberty, basamenti bugnati che reggono logge di un altro secolo. L'incredibile "pastiche" di linguaggi architettonici immerge il visitatore nella atmosfera sfarzosa, e anche un poco fittizia, degli inizi Novecento.
Tutto fa perno su una piazza. L'insieme si articola intorno a piazza Mincio, e lì lo spazio centrale è occupato dalla Fontana delle Rane, un'imponente fontana popolata appunto da 12 rane: bassa, larga, con le rane disposte sul bordo.
Due edifici reggono il luogo. La piazza è circondata da fabbricati differenti per forma e dimensione; i due decorati in modo sovrabbondante e fantastico sono la Palazzina del Ragno, di ispirazione assiro-babilonese, che si contraddistingue per un grande ragno sulla facciata, e il Villino delle Fate, caratterizzato da una totale asimmetria, con archi e fregi medievali, realizzato con la fusione di diversi materiali come il marmo, il laterizio, il travertino, la terracotta, il vetro. Il ragno sta in alto, piatto e deliberato, dove normalmente andrebbe uno stemma.
Ed è la strada di qualcuno. Citofoni, auto parcheggiate, finestre con le persiane chiuse: tutta la fantasia è un isolato residenziale in funzione, ed è per questo che non c'è biglietto e non c'è nulla in cui entrare.
Punti salienti
L'arcone e il suo lampadario
Un "arcone" riccamente decorato che congiunge i due palazzi degli ambasciatori, dal quale scende un grande lampadario in ferro battuto, definisce l'ingresso del quartiere.
Piazza Mincio
La piazza attorno a cui si articola tutto l'insieme.
La Fontana delle Rane
Un'imponente fontana popolata appunto da 12 rane, che occupa lo spazio centrale della piazza.
La Palazzina del Ragno
Di ispirazione assiro-babilonese, si contraddistingue per un grande ragno sulla facciata.
Il Villino delle Fate
Caratterizzato da una totale asimmetria, con archi e fregi medievali, realizzato con la fusione di diversi materiali come il marmo, il laterizio, il travertino, la terracotta, il vetro.
Le 26 palazzine e i 17 villini
Tutta la sua estensione, tra la Salaria e la Nomentana — e la ragione per cui la città lo dice non un vero quartiere.
Il pastiche stesso
Un fantastico miscuglio di arte Liberty, Art Decò, con infiltrazioni di arte greca, gotica, barocca e addirittura medievale.
Le location cinematografiche
"Inferno" e "L'uccello dalle piume di cristallo" di Dario Argento, più "Il profumo della signora in nero" di Francesco Barilli, "Ultimo tango a Zagarolo" di Nando Cicero e "Audace colpo dei soliti ignoti" di Nanni Loy con Vittorio Gassman.