
Quartiere Coppedè
Quartiere Coppedè cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 6 ottobre 2026Un architetto eclettico costruì quarantatré case in dodici anni, morì prima che fossero finite, e lasciò a Roma un angolo di storia inventata che il cinema horror adottò.
Cronologia
- — Gino Coppedè avvia il quartiere; è progettato e realizzato, tra il 1915 e il 1927, dall'eclettico architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome.
- Lungo gli anni Venti — sorge un complesso di 26 palazzine e 17 villini tra la Salaria e la Nomentana, articolato intorno a piazza Mincio.
- All'ingresso — viene costruito un "arcone" riccamente decorato che congiunge i due palazzi degli ambasciatori, dal quale scende un grande lampadario in ferro battuto, a definire l'accesso.
- In piazza Mincio — lo spazio centrale è occupato dalla Fontana delle Rane, un'imponente fontana popolata appunto da 12 rane.
- — i lavori sono conclusi. Furono ultimati dal genero Paolo Emilio Andrè, dopo la morte dello stesso Coppedè.
- Più tardi — il quartiere ha decisamente ammaliato il regista horror Dario Argento, che lo ha utilizzato come location di due tra i suoi più famosi lungometraggi: "Inferno" e "L'uccello dalle piume di cristallo"; qui sono state girate anche scene di "Il profumo della signora in nero" di Francesco Barilli, "Ultimo tango a Zagarolo" di Nando Cicero e "Audace colpo dei soliti ignoti" di Nanni Loy con Vittorio Gassman.
- Oggi — resta residenziale: non sono pubblicati orari, prezzi né biglietti, perché non c'è nulla da aprire.
Verificato su Turismo Roma, ottobre 2026.