
Basilica di San Pietro in Vincoli
Basilica di San Pietro in Vincoli Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Caratteristiche del Sito
Il Mosè di Michelangelo
Completato nel 1515 per la tomba di Giulio II, ed è la ragione per cui quasi tutti vengono. Fu progettato come una parte di un monumento isolato di quarantasette statue e finì come centro di una tomba a parete. Le corna sono una traduzione. Mosè è raffigurato con esse per indicare lo splendore del Signore, perché la parola ebraica per “raggi di luce” somiglia a quella per “corna”: un tipo di simbolismo iconografico comune nell’arte sacra antica e — annotano seccamente le fonti — le corna sono più facili da scolpire dei raggi di luce.
Le catene di san Pietro
In un reliquiario sotto l’altare maggiore: le catene che legarono Pietro a Gerusalemme, donate dall’imperatrice Eudossia a papa Leone I. Secondo la leggenda, quando Leone le confrontò con la catena dell’ultima prigionia di Pietro nel Carcere Mamertino, le due si saldarono. Dal 1894 un anello si trova nella chiesa di San Pietro a Rutland, nel Vermont.
La tomba di Niccolò Cusano
Il cardinale e filosofo quattrocentesco, morto nel 1464, in una tomba di Andrea Bregno con il rilievo Il cardinale Niccolò davanti a san Pietro.
Le opere di Domenichino
Il monumento del cardinale Girolamo Agucchi, da lui disegnato, e l’affresco della sacrestia con la Liberazione di san Pietro del 1604: la storia fondativa della chiesa, dipinta a pochi metri dalla reliquia.
Guercino e Roncalli
Due tele del Guercino, con sant’Agostino e santa Margherita, e una Deposizione di Cristoforo Roncalli come pala della prima cappella a sinistra.
La tomba di Antonio del Pollaiolo
Il pittore e scultore fiorentino è sepolto sul lato sinistro dell’ingresso. È l’uomo che aggiunse le figure di Romolo e Remo alla Lupa Capitolina: i due bambini più famosi di Roma sono opera sua, e quasi nessuno si ferma alla sua tomba.
Il portico di Pontelli
La loggia a cinque arcate del 1475 sul fronte, attribuita a Baccio Pontelli, e il chiostro del 1493-1503 attribuito a Giuliano da Sangallo, oggi cortile della Facoltà di Ingegneria della Sapienza, che occupa l’ex convento e ne porta lo stesso nome.