
Basilica di Santa Maria in Aracoeli
Basilica di Santa Maria in Aracoeli caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026La chiesa
Santa Maria in Aracoeli si annuncia come un muro di mattoni nudi in cima a un'enorme scalinata, e il contrasto con l'interno è tutta l'esperienza. La facciata è in laterizio grezzo, quasi senza ornato: dalla piazza si legge come il retro di un edificio più che come il fronte di una basilica.
La salita è l'avvicinamento, ed è severa. 124 gradini di marmo salgono in un'unica rampa dritta, ripida e ininterrotta, senza veri pianerottoli: non c'è dove fermarsi, e la cima resta sempre visibile e sempre lontana.
In cima, voltatevi prima di entrare. La veduta comprende le cupole di Sant'Andrea della Valle e di San Pietro oltre i tetti.
Dentro, il buio e la larghezza arrivano insieme. La chiesa è a tre navate divise da colonne, e le colonne sono di reimpiego, tutte diverse l'una dall'altra per pietra, diametro e capitello. Nulla corrisponde, e una volta notato non si smette di vederlo.
Il soffitto è l'opposto della facciata. Un soffitto ligneo a lacunari profondi, dorato e dipinto, corre per tutta la navata e restituisce la poca luce che c'è.
Guardate in basso, perché il pavimento è un cimitero. Il pavimento cosmatesco è ricco di sepolture e lapidi funerarie, intarsiato in pietre colorate e levigato dai passi. Fra esse la lastra dell'arcidiacono di Aquileia, Giovanni Crivelli, realizzata da Donatello, che si fermò a Roma tra il 1431 e il 1433.
Due cappelle contengono pittura per cui vale attraversare la navata. Nella Cappella Bufalini c'è un ciclo di affreschi del Pinturicchio dedicato a San Bernardino da Siena; in una cappella restano pitture attribuite a Pietro Cavallini; e altri affreschi sono di Benozzo Gozzoli.
E c'è un'assenza attorno a cui la chiesa continua a organizzarsi. Il Santo Bambino ne fu l'oggetto più venerato finché non fu trafugato nel 1994.
Punti salienti
La scalinata
124 gradini di marmo, 1348, voto contro la peste, costruiti con la scala del Tempio di Serapide e inaugurati da Cola di Rienzo. Trattata come Scala Santa e salita in ginocchio.
Le colonne di reimpiego
Tre navate divise da colonne tutte diverse l'una dall'altra.
La Cappella Bufalini
Un ciclo di affreschi del Pinturicchio su San Bernardino da Siena, che rischiò di morire su questa scalinata, accusato di eresia.
La lastra di Donatello
La tomba dell'arcidiacono di Aquileia, Giovanni Crivelli, realizzata da Donatello durante il suo soggiorno romano, 1431-1433.
Cavallini e Gozzoli
Resti di pitture attribuite a Pietro Cavallini in una cappella, e altri affreschi di Benozzo Gozzoli.
Il pavimento cosmatesco
Pavimento a intarsio ricco di sepolture e lapidi funerarie.
Il Santo Bambino mancante
Secondo la tradizione scolpito nel legno degli ulivi del Getsemani, cui si attribuiva di far resuscitare i morti e guarire i malati gravi. Trafugato nel 1994, mai ritrovato.
La veduta dall'alto
Sulle cupole di Sant'Andrea della Valle e di San Pietro.