
Santa Maria in Cosmedin e la Bocca della Verità
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Ultimo aggiornamento il 2 ottobre 2026Panoramica
La basilica di Santa Maria in Cosmedin è una basilica minore nel rione Ripa, dedicata alla Vergine Maria. Fu costruita nel VI secolo come diaconia — un centro caritativo — in una zona della città abitata da immigrati greci, e vi si celebravano i riti orientali. È ancora così: la chiesa serve oggi la comunità greco-cattolica melkita di Roma.
Fu ampliata nell’VIII secolo e rinnovata nel XII, quando fu aggiunto il campanile. Una facciata e un rifacimento barocchi degli interni del furono rimossi fra il 1894 e il 1899: l’esterno fu riportato alla forma del XII secolo, mentre l’architettura dell’interno richiama l’VIII, con arredi del XII.
Nel nartece si trova la Bocca della Verità.
Il nome deriva tradizionalmente dal greco kosmidion, da kosmos, «ornamento». Studi più recenti lo collegano invece al monastero di Kosmidion di Costantinopoli, i cui monaci fuggirono a Roma dopo la distruzione del monastero nell’assedio avaro-persiano del , portandone con sé il nome.
Introduzione
La basilica di Santa Maria in Cosmedin è una basilica minore nel rione Ripa, dedicata alla Vergine Maria. Fu costruita nel VI secolo come diaconia — un centro caritativo — in una zona della città abitata da immigrati greci, e vi si celebravano i riti orientali. È ancora così: la chiesa serve oggi la comunità greco-cattolica melkita di Roma.
Fu ampliata nell’VIII secolo e rinnovata nel XII, quando fu aggiunto il campanile. Una facciata e un rifacimento barocchi degli interni del furono rimossi fra il 1894 e il 1899: l’esterno fu riportato alla forma del XII secolo, mentre l’architettura dell’interno richiama l’VIII, con arredi del XII.
Nel nartece si trova la Bocca della Verità.
Il nome deriva tradizionalmente dal greco kosmidion, da kosmos, «ornamento». Studi più recenti lo collegano invece al monastero di Kosmidion di Costantinopoli, i cui monaci fuggirono a Roma dopo la distruzione del monastero nell’assedio avaro-persiano del , portandone con sé il nome.
Architettura
La sua caratteristica più interessante è una sottrazione. Una facciata e un rifacimento barocchi degli interni del furono rimossi fra il 1894 e il 1899. L’esterno fu riportato alla forma del XII secolo; l’architettura dell’interno richiama oggi l’VIII, con arredi del XII. Roma di norma accumula; questo edificio è stato riportato indietro di proposito.
Il campanile è il riferimento. Aggiunto con il rinnovamento del XII secolo, sette piani di laterizio con aperture ad arcatelle: uno dei più bei campanili romanici della città, visibile lungo il Tevere da notevole distanza.
Il portico è dove sta la folla. Il nartece ospita la Bocca della Verità addossata alla parete sinistra: il che significa che l’oggetto famoso sta fuori dalla chiesa vera e propria e la fila non vi entra mai.
E il terreno è più antico di tutto il resto. La basilica sorge sul Foro Boario, l’antico mercato del bestiame, fra un complesso di templi e sacelli dedicati a Ercole. Sotto la cripta c’è una piattaforma di tufo antico, identificata in via ipotetica come parte dell’Ara Massima di Ercole Invitto, forse del VI secolo a.C. Un edificio successivo, probabilmente del IV secolo d.C., aveva un loggiato colonnato: o un centro pubblico di distribuzione alimentare, o un altro edificio del complesso erculeo.
Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo
Fu costruita come opera di carità, in un quartiere straniero, su un mercato di bestiame. Fra il VI e l’inizio del VII secolo questo tratto di Tevere divenne quartiere greco — la schola graeca — abitato da mercanti greci, siriani ed egiziani e da funzionari del governo imperiale di Costantinopoli, durante il papato bizantino del 537-752, quando i papi erano approvati dagli imperatori bizantini e a loro soggetti. La chiesa nacque come diaconia: un centro diaconale per il soccorso ai poveri.
Il nome arrivò come profugo. Il monastero di Kosmidion sorgeva fuori le mura di Costantinopoli, costruito sotto Teodosio II e dedicato ai santi Cosma e Damiano, e funzionava come centro di assistenza caritativa. Nel fu distrutto nell’assedio avaro-persiano. Alcuni dei suoi monaci fuggirono a Roma, si stabilirono nella Ripa Graeca, proseguirono la stessa opera attraverso una diaconia dedicata alla Vergine e portarono con sé il nome della casa perduta. Da Roma il nome si diffuse ad altri esarcati bizantini d’Italia: Ravenna, Napoli.
Poi fu ampliata due volte e svestita una. La chiesa fu ampliata nell’VIII secolo e rinnovata nel XII, quando si aggiunse il campanile. La campagna barocca del le diede nuova facciata e nuovi interni; il restauro del 1894-1899 li tolse entrambi.
L’opera più antica del sito non fu mai costruita come chiesa. Sotto la cripta giace una piattaforma di tufo che potrebbe appartenere all’Ara Massima di Ercole Invitto, forse del VI secolo a.C. — e la Bocca della Verità nel portico è essa stessa un pezzo di ingegneria romana arrivato qui nel XIII secolo da un altro luogo.
Domande Frequenti
Quali sono gli orari? Tutti i giorni, dalle 9.30 alle 17.50. Chiusa il 1° gennaio.
È gratuita? L’ingresso in basilica è libero. Se sia previsto un contributo per fotografare la Bocca della Verità non è pubblicato né dalla basilica né da alcuna autorità pubblica: portate un po’ di contanti.
Devo fare la fila per vedere la chiesa? No. La Bocca sta nel portico, quindi la fila è fuori. Si entra in basilica senza accodarsi, e dentro è di solito quasi vuoto.
Che cos’è davvero la Bocca della Verità? Un mascherone di marmo romano di circa 1.300 kg, che raffigura probabilmente il titano marino Oceano. La funzione originaria è incerta: forse un chiusino del vicino tempio di Ercole Vincitore, che aveva un oculo aperto e lasciava entrare la pioggia, o uno sfiato per far defluire il sangue del bestiame sacrificato a Ercole.
Perché la gente ci infila la mano? Per una leggenda medievale secondo cui morde la mano del bugiardo, rilanciata a livello mondiale da Vacanze romane nel 1953.
Quando è arrivata qui? Probabilmente rimossa dal tempio nel XIII secolo e addossata al muro della chiesa; spostata nel portico nel XVII.
Perché la chiesa si chiama «Cosmedin»? Tradizionalmente dal greco kosmidion, «ornamento». Studi più recenti risalgono al monastero di Kosmidion fuori Costantinopoli, distrutto nel 626, i cui monaci fuggirono a Roma portandone il nome.
Che rito si usa? Quello orientale. La basilica serve la comunità greco-cattolica melkita di Roma e la Divina Liturgia è la domenica alle 10.30.
Perché sembra medievale se fu rifatta nel 1718? Perché la facciata e gli interni barocchi del 1718 furono rimossi fra il 1894 e il 1899: l’esterno riportato alla forma del XII secolo, l’interno a qualcosa che richiama l’VIII.
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