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Santuario Pontificio della Scala Santa in Roma - Goparoo

Santuario Pontificio della Scala Santa

Santuario Pontificio della Scala Santa cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2026
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Una scala spostata due volte, rivestita di legno per tre secoli, e che ancora si sale in un modo soltanto.

Cronologia

  1. Verso il 326 d.C. — secondo la tradizione l’imperatrice sant’Elena, madre di Costantino, porta la scala da Gerusalemme a Roma. Si crede sia quella salita da Gesù nel palazzo di Ponzio Pilato. Conseguenza costruttiva: ventotto gradini di marmo arrivano in città. Che cosa se ne vede oggi: i gradini stessi — l’opera di riferimento è attenta a chiamarla una leggenda medievale.
  2. Sotto Niccolò III — il Sancta Sanctorum, cappella di San Lorenzo in Palatio, riceve i suoi affreschi del XIII secolo e il pavimento cosmatesco. Conseguenza costruttiva: la cappella privata dei papi viene allestita. Che cosa se ne vede oggi: il pavimento e la pittura dietro la grata.
  3. — papa Sisto V fa trasferire la scala nell’edificio attuale, ricostruita davanti al Sancta Sanctorum, con Domenico Fontana a progettare quattro rampe attorno alla Scala Santa centrale. Conseguenza costruttiva: il santuario è costruito apposta attorno a una scala. Che cosa se ne vede oggi: cinque rampe parallele, e SIXTVS V FECIT inciso sul fronte.
  4. — papa Benedetto XIII riveste di legno i gradini di marmo per proteggerli. Conseguenza costruttiva: la superficie che i pellegrini toccano non è più la superficie stessa. Che cosa se ne vede oggi: si veda la voce successiva.
  5. — la copertura lignea viene rimossa e il marmo riportato alla luce dopo i restauri, a quasi tre secoli di distanza. Conseguenza costruttiva: la pietra originale è scoperta. Che cosa se ne vede oggi: nessuna delle due fonti dice che cosa ci sia ora, quindi aspettatevi l’una o l’altra.

Verificato su Turismo Roma, ottobre 2026.