
Santuario Pontificio della Scala Santa
Scopri Santuario Pontificio della Scala Santa
Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2026Introduzione
Il Santuario Pontificio della Scala Santa sorge presso la basilica di San Giovanni in Laterano e custodisce sia la Scala Santa sia il Sancta Sanctorum, l'antica cappella dei papi dove si venera l'immagine del Santissimo Salvatore.
Secondo la tradizione i 28 gradini furono portati da Gerusalemme a Roma nel 326 dall'imperatrice sant'Elena, madre di Costantino, e sarebbero la scala salita da Gesù nel palazzo di Ponzio Pilato. L'opera di riferimento li descrive come 28 gradini di marmo bianco in un edificio su territorio extraterritoriale della Santa Sede, e afferma che la Scala Santa si può salire solo in ginocchio.
Papa Sisto V la fece trasferire nell'edificio attuale nel 1589 — l'opera di riferimento dice che ne ordinò la ricostruzione nella sede presente, davanti al Sancta Sanctorum — con l'architetto Domenico Fontana a progettare quattro rampe attorno alla Scala Santa centrale. Nel 1724 papa Benedetto XIII rivestì di legno i gradini di marmo per proteggerli; la copertura fu rimossa e il marmo riportato alla luce dopo i restauri del 2019.
La cappella di San Lorenzo in Palatio, il Sancta Sanctorum, conserva reliquie, affreschi del XIII secolo e un pavimento cosmatesco sistemati sotto papa Niccolò III, oltre all'icona detta Uronica.
Scala Santa 09.00-13.30 e 15.00-18.30; Sancta Sanctorum 09.00-13.30 e 15.00-17.00. La cappella costa 3,50 euro, ridotto 3,00, gratis sotto i 6 anni. I gruppi da 8 persone in su devono prenotare.
Architettura
Un edificio progettato attorno a una regola. Quando Sisto V vi trasferì la scala nel 1589, Domenico Fontana aveva un solo problema da risolvere: una scala che si sale esclusivamente in ginocchio non può essere anche la via di salita per tutti gli altri. La sua risposta furono quattro rampe disposte attorno alla Scala Santa centrale — cinque scale parallele che salgono insieme a un unico pianerottolo, quattro delle quali ordinarie.
È una pianificazione insolitamente onesta. La soluzione per chi non vuole o non può inginocchiarsi non è una porta laterale aggiunta dopo: è metà della superficie, prevista fin dall’inizio, e fa sì che l’atto devozionale e il percorso pratico avvengano nella stessa sala nello stesso momento.
I gradini sono il dato materiale. Ventotto gradini di marmo bianco, in un edificio su territorio extraterritoriale della Santa Sede. Nel 1724 furono rivestiti di legno da Benedetto XIII per proteggerli da tre secoli di ginocchia, e nel 2019 la copertura è stata tolta dopo il restauro.
In cima alla scala sta la parte più antica. Il Sancta Sanctorum, cappella di San Lorenzo in Palatio, conserva affreschi del XIII secolo e un pavimento cosmatesco — dischi e fasce di pietra colorata intarsiati — sistemati sotto Niccolò III, tre secoli prima dell’edificio che oggi vi sta davanti.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Il santuario è un contenitore, e tutto ciò che contiene è più antico di lui.
Venne prima il Sancta Sanctorum: la cappella privata dei papi, dotata del suo pavimento cosmatesco e degli affreschi duecenteschi sotto Niccolò III. La scala, secondo la tradizione, era a Roma già mille anni prima — portata da Gerusalemme verso il 326 dall’imperatrice Elena, anche se l’opera di riferimento è attenta a chiamarla una leggenda medievale più che una testimonianza.
Il 1589 è l’anno in cui le due cose furono messe insieme. Sisto V ordinò che la Scala Santa fosse ricostruita nella sede attuale, davanti al Sancta Sanctorum, e Domenico Fontana costruì la struttura che la contiene: quattro rampe attorno alla scala centrale, in salita fino alla grata della cappella. L’intero edificio è una disposizione per avvicinarsi a una porta.
La superficie è stata cambiata due volte. Benedetto XIII rivestì il marmo di legno nel 1724 per proteggerlo, e quel rivestimento restò fino al 2019, quando fu rimosso e il marmo riportato alla luce dopo i restauri: la prima volta in quasi trecento anni che la pietra stessa tornava scoperta.
Domande frequenti
Devo davvero salire in ginocchio? Per usare la Scala Santa sì: le parole del santuario sono che si sale esclusivamente in ginocchio e in silenzio. Dice anche che chi desidera raggiungere il piano superiore a piedi può utilizzare la scala laterale, parte del progetto del Fontana del 1589.
C’è un codice di abbigliamento? Sì: spalle e ginocchia devono essere coperte.
Posso fotografare? No. Il santuario non consente foto, video o videochiamate.
Quanti gradini sono? Ventotto, di marmo bianco.
Quanto costa? La scala è gratuita. Il Sancta Sanctorum costa 3,50 euro intero e 3,00 ridotto e per gruppi oltre venti, secondo il santuario. Turismo Roma elenca categorie diverse.
Quando chiude? Usate i dati del santuario. Scala: lun-sab 06.00-13.30 e 15.00-18.30, fino alle 18.00 da novembre a marzo; domenica e festivi dalle 07.00. Cappella: lun-sab 09.00-13.30 e 15.00-17.15, e chiusa la mattina di domeniche e festività religiose, aperta allora solo 15.00-17.15.
Da dove viene la scala? La tradizione vuole che l’imperatrice sant’Elena l’abbia portata da Gerusalemme verso il 326, e che sia quella salita da Gesù nel palazzo di Ponzio Pilato. L’opera di riferimento la descrive come una leggenda medievale.
I gradini sono di legno o di marmo? Benedetto XIII rivestì il marmo di legno nel 1724; la copertura fu rimossa e il marmo riportato alla luce dopo il restauro del 2019. Nessuna delle due fonti dice che cosa ci sia ora.
Devo prenotare? No: il santuario dice che chiunque lo desideri può salire senza prenotazione. Solo i gruppi oltre venti devono prenotare per la cappella.
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