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Via Appia Antica e il suo Parco Regionale in Roma - Goparoo

Via Appia Antica e il suo Parco Regionale

Via Appia Antica e il suo Parco Regionale caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026
8.9 /10
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Via Appia Antica e il suo Parco Regionale site plan

L'itinerario

La via Appia Antica è una strada romana che corre ancora in aperta campagna al margine sud-orientale di Roma, e la prima cosa da immaginare è un nastro dritto e stretto di basalto grigio scuro che fugge verso un punto di fuga, con i pini a ombrello sopra di esso e i nuclei in laterizio e cementizio delle tombe che emergono dall'erba su entrambi i lati, alcuni all'altezza d'uomo, altri più alti di una casa.

La sorpresa è la superficie. I blocchi — i basoli — sono grandi poligoni irregolari di pietra vulcanica dura, accostati stretti, lisciati e incavati al centro e inclinati in ogni direzione dopo duemila anni di assestamento. Non somigliano affatto ai sampietrini: ciascuno è grande quanto un piatto da portata o più, e le fughe tra l'uno e l'altro bastano a trattenere una scarpa. La strada è larga quanto una sola corsia moderna, con banchine erbose ai lati.

Quello che l'occhio fa qui è seguire la linea. La strada è perfettamente dritta, così i pini, le tombe e i muri di campo convergono tutti, e il paesaggio si legge come un corridoio più che come una veduta. Al mattino presto e nel tardo pomeriggio il sole basso entra dritto in quel corridoio e il basalto diventa quasi nero, attraversato da ombre lunghe.

Il primo tratto è diverso dal resto. Dalle Mura Aureliane a Porta San Sebastiano fino al Belvedere di Cecilia Metella, alti muri di cinta di tenute post-rinascimentali chiudono la strada da entrambi i lati: si vedono muratura, edera e le cime dei pini oltre. Superato il Mausoleo di Cecilia Metella, un enorme tamburo cilindrico di pietra, i muri si aprono e la strada entra in una campagna che prosegue fino ai colli.

La scala conta per capirla. Non è un luogo davanti al quale ci si ferma: sono 16 chilometri di strada dentro circa 3.500 ettari di paesaggio protetto, attraverso tre comuni. Nella zona degli acquedotti il terreno è pascolo aperto sotto file di alte arcate in laterizio che attraversano i campi, e le pecore vi brucano sotto.

Punti salienti

Il basolato originale

Tra il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Cecilia Metella e il Grande Raccordo Anulare, si conserva per lunghi tratti il basolato originale.

Le tombe monumentali

Le testimonianze archeologiche di quel tratto sono costituite principalmente dalle tombe monumentali poste lungo la strada.

Il primo tratto murato

Dalle Mura Aureliane a Porta San Sebastiano fino al Belvedere di Cecilia Metella la strada è chiusa da entrambi i lati dai muri di cinta delle grandi tenute post-rinascimentali — la strada tra le vigne descritta nella pianta del Nolli del 1748.

Le Catacombe di San Callisto e le Catacombe di San Sebastiano

Lungo il primo tratto si trovano alcune delle più importanti catacombe cristiane.

La Villa dei Quintili

Un imponente complesso tra l'Appia Antica e l'Appia Nuova.

Il Parco degli Acquedotti

Tra l'Appia Nuova e la via Tuscolana: le grandi arcate superstiti degli acquedotti che portavano l'acqua a Roma dai vicini colli. Qui, come scrive la città, come secoli fa, si possono ancora vedere greggi di pecore pascolare attorno agli imponenti archi, in un paesaggio agreste che non trova confronti.

La valle della Caffarella

Una delle quattro componenti nominate del parco, con la strada, l'area della via Latina e gli acquedotti.

Il parco archeologico della via Latina

Caratterizzato dalla presenza di numerose tombe monumentali, conservate lungo il tratto dell'antica via Latina.

Boville

Presso il bivio di Frattocchie, dove l'Appia Antica si riunisce all'Appia Nuova, si trovano i resti dell'antica città latina di Boville.

L'ex Cartiera Latina

La sede del parco e punto di partenza delle visite guidate, in via Appia Antica 42.