Museo archeologico nazionale di Tarquinia
Museo archeologico nazionale di Tarquinia caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Il palazzo
Il museo occupa tutti e tre i piani di Palazzo Vitelleschi, in piazza Cavour nel centro storico di Tarquinia, e il percorso sale in ordine cronologico.
Il piano terra accoglie la pietra: sarcofagi e altre sculture disposti in sequenza, appartenuti alle grandi famiglie tarquiniesi di età tardo-classica ed ellenistica e databili dalla metà del IV secolo a.C. I migliori sono raccolti nella prima sala, diversi scolpiti in marmo greco, e comprendono i sarcofagi del Magnate, dell'Obeso e di Laris Pulenas.
Il primo piano è la ceramica e i corredi, di nuovo in ordine cronologico, a partire dai materiali più antichi del periodo villanoviano, IX-VIII secolo a.C. Seguono le importazioni orientalizzanti dalla Fenicia e dall'Egitto — tra cui il vaso di Bocchoris, della XXIV dinastia egizia — poi i vasi greci, soprattutto da Corinto, importati in quantità dalla fine del VII al VI secolo a.C., e la ceramica etrusco-corinzia che gli etruschi produssero a imitazione di quella. Accanto sta il bucchero, la tipica ceramica nera etrusca, riproduzione economica del vasellame bronzeo. Vengono poi le importazioni attiche a figure nere e a figure rosse. In una vetrina del Salone delle Feste sono raccolte monete etrusche di bronzo, fuse e coniate, insieme a monete d'oro tardo imperiali trovate negli scavi della colonia romana di Gravisca, l'antico porto di Tarquinia, dedotta nel 181 a.C., e a gioielli in oro eseguiti a granulazione. Nel medagliere confluì anche la stipe monetale scoperta nel 1964 presso il grande tempio. Il piano si chiude con gli ex voto.
Il piano superiore è un porticato quadrato con vista sulla città e sulla campagna, e custodisce i pezzi più noti del museo: le pitture restaurate di quattro tombe dei Monterozzi — del Triclinio, della Biga, delle Olimpiadi e della Nave — staccate negli anni Cinquanta per conservazione e rimontate su telai che ricostruiscono le camere funerarie.
È esposto inoltre l'altorilievo detto dei Cavalli alati, una coppia di cavalli alati che ornava l'Ara della Regina, il tempio etrusco di Tarquinia del IV secolo a.C. Fu rinvenuto nel 1938 ed è esposto qui dall'autunno di quell'anno.
Punti salienti
Il museo sale in ordine cronologico per i tre piani di un palazzo quattrocentesco, e l'edificio fa parte della visita quanto la collezione.

- I Cavalli alati — altorilievo con cavalli alati dall'Ara della Regina, rinvenuto nel 1938 ed esposto da quell'autunno.
- Le pitture tombali staccate — dalle tombe del Triclinio, della Biga, delle Olimpiadi e della Nave, rimontate su telai che ricostruiscono le camere.
- Il sarcofago di Laris Pulenas — tra i migliori monumenti lapidei delle grandi famiglie tarquiniesi, con quelli del Magnate e dell'Obeso.
- Il vaso di Bocchoris — importazione della XXIV dinastia egizia, tra i materiali orientalizzanti.
- Il bucchero — la tipica ceramica nera etrusca, versione economica del vasellame in bronzo.
- Il medagliere — moneta etrusca di bronzo, fusa e coniata, più la stipe trovata nel 1964 presso il grande tempio.
- L'oro di Gravisca — monete d'oro tardo imperiali dalla colonia romana all'antico porto di Tarquinia, dedotta nel 181 a.C.
- Oreficerie a granulazione — lavorate con la tecnica etrusca della granulazione.
- Palazzo Vitelleschi — costruito tra il 1436 e il 1439, con la facciata tra gotico e rinascimento.
- Il porticato al secondo piano — loggia quadrata affacciata su Tarquinia e sulla campagna.
