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Viterbo in Lazio - Goparoo

Viterbo Guida alla Scoperta

Muoversi a Viterbo in Modo Intelligente

Viterbo è stata sede del papato per ventiquattro anni nel Duecento, e il palazzo lo dimostra ancora. Ha anche quello che è plausibilmente il quartiere medievale più integro d’Italia: San Pellegrino, poche vie di case in pietra scura con le scale esterne, quasi intatte.

Qui si tenne il conclave che ha prodotto le elezioni papali moderne. Durò quasi tre anni, e alla fine i cittadini chiusero dentro i cardinali, tagliarono loro il cibo e scoperchiarono la sala per sollecitarli. Funzionò.

L’attrito è il viaggio: le città del nord del Lazio sono servite male, e il treno da Roma impiega quasi due ore per ottanta chilometri. Ed è per questo che non c’è nessuno. Venite per due notti, usatela come base per la Tuscia e fate il bagno gratis nelle terme ai margini della città.

Come Vivere Viterbo

Se viaggiate lentamente: due o tre notti, usando Viterbo come base per la Tuscia e non come sosta. Le necropoli etrusche, i giardini manieristi di Bagnaia e di Caprarola e i laghi di cratere stanno tutti entro quaranta minuti, e nessuno di essi è raggiungibile in giornata da Roma.

Se volete l’essenziale: il Palazzo dei Papi con la sua loggia, la piazza del duomo, e poi un’ora senza fretta a camminare per San Pellegrino. Il quartiere è piccolo; il punto è andare piano e guardare in alto.

Se cercate il carattere locale: andate alle vasche termali libere a ovest della città, dove la gente del posto sta in acqua dal primo mattino, e mangiate l’acquacotta in un posto senza il menù in inglese.

Se volete andare oltre l’ovvio: scendete in una delle forre di tufo fino alle tombe etrusche scavate nelle pareti a Castel d’Asso: facciate monumentali intagliate nel bosco, senza recinzioni, senza personale e di solito vuote.

Dove trovare il carattere culturale e storico autentico

Viterbo è una città che è stata per poco al centro del potere europeo ed è rimasta provinciale da allora, il che è esattamente il motivo per cui se ne conserva tanta. Il suo carattere è pesante, chiuso e insolitamente non diluito.

Un quartiere medievale che è ancora abitazione

San Pellegrino non è un quartiere-museo. Dietro quei profferli ci vive gente, si stende il bucato sui vicoli e si parcheggia male nelle piazzette. È conservato perché la città ha smesso di contare, non perché qualcuno si sia messo a conservarlo.

I facchini

I portatori della Macchina sono un sodalizio con prove, allenamenti e successioni, e portarla è tra le cose di maggior prestigio che un viterbese possa fare. L’evento non è messo in scena per i visitatori: le luci si spengono e cento persone portano un peso enorme nel buio perché si è sempre fatto così.

L’acqua data per scontata

Qui il bagno termale non è una cultura da spa ma un’abitudine. Le vasche libere sono frequentate alle sette del mattino da chi ci passa prima del lavoro, e nessuno lo considera un’occasione.

La Tuscia come regione a sé

Questo non è il Lazio dell’hinterland romano. Per paesaggio, cucina e parlata sta più vicino alla Toscana meridionale, è stato etrusco prima di essere qualunque altra cosa, e la gente di qui, a chi chiede da dove viene, nomina la Tuscia prima della provincia.

Profilo di Viaggio

  • Famoso per The Palazzo dei Papi • San Pellegrino, a medieval quarter still lived in • Free sulphur springs • The Macchina di Santa Rosa
  • Stili di viaggio Turismo culturale • Storia • Benessere e terme • Fuori dai circuiti
  • Ambienti di viaggio Città d’arte • Campagna
  • Come spostarsi Regional train from Roma Ostiense or Cotral coach, both close to two hours; a car is genuinely useful for the Tuscia

Consigli per un Viaggio Responsabile

Il problema di Viterbo non sono i troppi visitatori. È che quasi tutti quelli che vengono arrivano per una notte a settembre, e per il resto dell’anno la città è tanto tranquilla che le attività faticano.

Venite fuori dalla festa. La cosa più utile qui è visitarla in un mese in cui non succede nulla. Il quartiere medievale rende di più vuoto, e la spesa conta di più.

Trattate San Pellegrino come un quartiere. Ci si abita. Tra muri di pietra in vicoli stretti le voci rimbombano, e i profferli sono i gradini di casa di qualcuno prima che un soggetto fotografico.

Le vasche termali libere non sono gestite. Non c’è personale, non ci sono cestini e non c’è bagnino. Portate via tutto, vetro compreso, e non usate sapone o shampoo in un’acqua che prosegue in un fosso.

Le tombe etrusche sono senza recinzione e senza custodia. Quell’accesso è un privilegio ed è fragile: le facciate intagliate si erodono in fretta, e arrampicarcisi è ciò che fa chiudere i siti.

Comprate le nocciole e l’olio. Le piccole proprietà dei Cimini sono l’economia locale, ed è nella provincia che quel denaro dovrebbe finire.

Quando Visitare Viterbo

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre sono le finestre migliori: caldo senza l’afa estiva dell’interno, con i boschi dei Cimini e i siti etruschi comodi da percorrere.

Inizio settembre porta la Macchina di Santa Rosa, il tre, che è l’unica data in cui la città è davvero piena. Se volete vederla, prenotate con mesi di anticipo; se non vi interessa, evitate quella settimana.

Luglio e agosto nell’interno sono caldi e polverosi, e la città è tranquilla. Le forre e i laghi sono il sollievo, e nel lago di Bolsena si nuota per tutta la stagione.

Da novembre a marzo è freddo, tranquillo ed economico, e le terme danno il meglio. Alcuni siti e giardini di campagna riducono molto gli orari, quindi verificate prima di spostarvi per una villa precisa.

Livelli di Costo del Viaggio a Viterbo

Quanto spende davvero un visitatore a Viterbo

$EconomicoB&B nel centro storico 45-70 €/notte, un piatto di lombrichelli e un calice di bianco locale 12-18 €, le vasche termali libere all’aperto nulla
$$$Fascia mediaHotel 3 stelle 75-120 €/notte, cena completa 22-32 €, ingresso al Palazzo dei Papi e al museo del duomo circa 9 €
$$$$$LussoHotel termale oltre 200 €/notte, menù degustazione oltre 60 €, una giornata con guida privata sui siti etruschi oltre 250 €

Viterbo è tra i posti più economici del Lazio per mangiare e dormire bene, conseguenza diretta di quanta poca gente ci arrivi. L’unica settimana che muove i prezzi è quella della Macchina di Santa Rosa, a inizio settembre.

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