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Complesso conventuale di Santa Caterina, Finalborgo

Complesso conventuale di Santa Caterina, Finalborgo caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026
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Complesso conventuale di Santa Caterina, Finalborgo site plan

Il monastero

La chiesa è stata costruita per tre navate e oggi non le ha. Risale alla prima metà del XV secolo ed era originariamente a tre navate separate da colonne in Pietra del Finale — due di forma quadrata e una semicircolare — rivolte verso nord. Nei secoli successivi, seguendo le varie normative ecclesiali, la struttura fu variata, con lo spostamento dell’abside al lato opposto; ulteriori rimaneggiamenti furono eseguiti nella prima metà dell’Ottocento e ancora quando il complesso fu trasformato in carcere.

Gli affreschi sono antichi e parlano della Vergine. L’interno conserva cicli dei primi del Quattrocento, raffiguranti principalmente episodi di vita della Vergine Maria.

Sul fianco sud due portali gotici sono murati. Si chiamano delle Donne e degli Uomini, e portano le raffigurazioni degli stemmi nobiliari dei Del Carretto e dell’Agnus Dei.

I chiostri sono la parte rinascimentale ed erano di un cardinale. I due chiostri comunicanti a fianco del corpo della chiesa furono edificati fra il 1500 e il 1530 per volere del cardinale Carlo Domenico Del Carretto.

Il campanile ha perso la guglia per un terremoto. Edificato su una cappella absidale, subì la demolizione della cuspide dopo il terremoto del 1887 che interessò il ponente ligure. Il suo quadrante dipinto è datato 1561.

Punti salienti

Le celle dentro il campanile

Edificate nel 1864 dalla direzione genovese del Genio militare del Regno d’Italia: celle di rigore da carcere ottocentesco, ciascuna di circa 170 per 90 centimetri, prive di apertura esterna eccetto un unico spioncino sopra la porta. Perfettamente conservate e visitabili.

I graffiti sulle loro pareti e porte

Nomi, date e linee disegnate per indicare il tempo trascorso, in condizioni che la fonte descrive come assoluta mancanza di diritti umani e di dignità personale. Sono il documento più diretto dell’edificio.

Un orologio che girava al contrario

Il quadrante dipinto del campanile è datato 1561, con la particolarità originaria di aver avuto la rotazione antioraria, per compensare l’ombra delle meridiane che in questa posizione geografica si sposta da ovest verso est, all’opposto del corso del sole.

I due portali gotici murati

Sul fianco sud, detti delle Donne e degli Uomini, entrambi murati, con gli stemmi dei Del Carretto e l’Agnus Dei. Porte separate per donne e uomini, e oggi non se ne apre nessuna.

I due chiostri del 1500-1530

Comunicanti, rinascimentali, edificati per volere del cardinale Carlo Domenico Del Carretto. Sono ciò che si attraversa per arrivare al museo, e l’ascensore che vi sale sta nel secondo.

350.000 anni nelle sale sopra

Il Museo Archeologico del Finale, aperto qui dal 1931, conserva reperti preistorici che documentano oltre 350.000 anni di presenza umana in questo territorio: le grotte del Finalese, Arene Candide comprese, svuotate dentro un solo edificio.