Teatro Aycardi, Finalborgo
Scopri Teatro Aycardi, Finalborgo
Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026Introduzione
Il Teatro Aycardi sorge dentro le mura di Finalborgo, il nucleo storico di Finale Ligure, in provincia di Savona.
È stato inaugurato nel 1804 ed è il più antico del suo genere su questa costa. La fonte lo definisce il teatro ottocentesco più antico del ponente ligure. Il Museo Archeologico del Finale, che lo guida, avanza la pretesa più ampia che sia il teatro ottocentesco con platea e palchi più antico conservato in Liguria.
È stato ricavato da qualcos’altro. Il teatro fu ricavato dal preesistente oratorio dei Padri delle Scuole Pie, su progetto di Nicolò Barella. (Il museo lo descrive invece come costruito fra il 1804 e il 1806 negli spazi di un preesistente collegio fondato da Giovanni Andrea Aycardi nel 1759, il nome che il teatro porta. I due resoconti divergono e si danno entrambi.)
È piccolo ed è completo. Una capienza di 250 persone, distribuite in ventiquattro palchi e una piccola platea.
Architettura
È un teatro all’italiana alla minima scala praticabile. Ventiquattro palchi e una piccola platea, per 250 persone in tutto: l’assetto a ordini standard dell’epoca, compresso.
L’architetto ha un nome e la conversione è il progetto. Nicolò Barella ricavò il teatro da un preesistente oratorio; l’abilità sta nell’incastrare un ferro di cavallo di palchi dentro una sala costruita per altro.
La sua collocazione nel paese è insolita quanto la pianta. Un teatro dentro un nucleo murato medievale, in piano e a pochi minuti dalla basilica e dal convento, senza avvicinamento né portico propri.
Altra descrizione architettonica non è pubblicata. Nulla di quanto letto per questa pagina registra la decorazione, il boccascena, il soffitto o i materiali, e qui non se ne inventa nessuna.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
È stato convertito, non costruito. Il teatro fu ricavato dal preesistente oratorio dei Padri delle Scuole Pie, su progetto di Nicolò Barella, e inaugurato nel 1804.
Il gestore indica un altro edificio ospite e una costruzione più lunga. Il Museo Archeologico del Finale lo descrive come costruito fra il 1804 e il 1806 negli spazi del preesistente collegio fondato da Giovanni Andrea Aycardi nel 1759. La pagina riporta entrambi i resoconti.
La capienza è l’unica specifica certa documentata. 250 persone, distribuite in ventiquattro palchi e una piccola platea.
I lavori recenti hanno riguardato l’involucro. La conservazione delle coperture e della facciata ha preceduto la riapertura del 2024. Che cosa sia stato fatto dentro, se qualcosa, non è pubblicato.
Domande frequenti
Si può entrare?
A volte. Il teatro è stato riaperto al pubblico nel 2024 e il Museo Archeologico del Finale lo elenca fra i quattro siti del programma MUDIF, pubblicandone le date nel calendario eventi; l’ingresso è a offerta libera durante le aperture a calendario. Non c’è un orario pubblicato. Le prenotazioni si prendono solo per telefono, al 019 690020.
Quanto è grande?
250 posti, distribuiti in ventiquattro palchi e una piccola platea.
Quanto è antico, esattamente?
Inaugurato nel 1804 secondo la scheda di Finalborgo, che lo definisce il teatro ottocentesco più antico del ponente ligure. Il museo data i lavori al 1804-1806 e avanza la pretesa più ampia che sia il teatro ottocentesco con platea e palchi più antico conservato in Liguria. Qui si danno entrambe.
Che edificio era prima?
Le due fonti divergono. La scheda di Finalborgo dice che fu ricavato dal preesistente oratorio dei Padri delle Scuole Pie; il museo dice che fu costruito negli spazi del preesistente collegio fondato da Giovanni Andrea Aycardi nel 1759. Non sono necessariamente in contraddizione, e nulla di letto le concilia.
È stata scritta musica per esso?
Sì. L’opera L’Empirico ed il Masnadiero fu scritta nel 1845 appositamente per la rappresentazione all’Aycardi, da artisti liguri della locale Accademia Filarmonica. La Società Filarmonica di Finalborgo è convenzionalmente datata al 1826.
Che cosa è successo nel frattempo?
Nulla di quanto letto per questa pagina lo dice. Non risulta qui che cosa abbia fatto il teatro fra il 1845 e i lavori conservativi che hanno preceduto la riapertura del 2024: se abbia continuato a dare spettacoli, quando abbia chiuso o a che cosa sia servito. La pagina dichiara il vuoto invece di riempirlo.
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