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Castel Gavone, Finale Ligure

Castel Gavone, Finale Ligure cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026
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Questo castello è stato distrutto due volte dalla stessa repubblica, a due secoli e mezzo di distanza, e solo la seconda volta è rimasto distrutto. Nasce come caminata, palazzo feudale e non fortezza, e finisce come la posizione più lavorata di tutto il marchesato: ed è il motivo per cui Genova si prese la briga di farlo saltare invece di presidiarlo. Quello che sta oggi sullo sperone del Becchignolo sopra Perti è il secondo castello, in rovina: la muratura della ricostruzione di Giovanni I, la cinta esterna che i suoi discendenti non finirono e la torre carenata che in qualche modo è passata.

Cronologia

  1. Enrico I Del Carretto o il figlio Enrico II stabiliscono una caminata, un palazzo feudale, sopra il colle del Becchignolo: lo sperone roccioso che domina Finalborgo, capitale del marchesato. Il sito di quel palazzo è il sito di tutto quello che segue, e la salita da Perti arriva ancora lì.
  2. Enrico II amplia e fortifica il palazzo. È il punto in cui una residenza diventa un castello, e le murature più antiche delle rovine sono le sue.
  3. La Repubblica di Genova demolisce in parte il castello durante l’invasione del marchesato, nella quale distrugge anche Finalborgo. Dopo di che del primo castello non è più identificabile nulla fuori terra.
  4. Giovanni I Del Carretto ricostruisce il castello, concludendo nel 1452. Il nucleo ricostruito è la muratura di cui sono fatte le rovine attuali.
  5. 1490 circa Alfonso I Del Carretto aggiunge un corpo triangolare che culmina nella Torre dei Diamanti, carenata come una nave e rivestita di bugnato a punta di diamante, per difendere il castello dagli attacchi di artiglieria dal lato del pendio che scende verso il mare. È la torre su cui oggi sale l’ascensore.
  6. 1510-1520 circa Nel secondo o terzo decennio del secolo cominciano i lavori di una cinta rettangolare esterna, completata solo negli ultimi anni di dominio carrettesco, ante 1558. La sua linea, con la traversa, la punta e la strada coperta alla base, è seguibile intorno alle rovine.
  7. Genova invade di nuovo il marchesato, facendo leva su una ribellione contro il malgoverno di Alfonso II. L’attività edilizia carrettesca al castello si ferma qui, e le opere esterne restano come furono lasciate.
  8. Sotto il dominio spagnolo viene costruito Castel San Giovanni sotto Castel Gavone, per negare all’artiglieria nemica il pendio sottostante. Sta ancora fra il castello e Finalborgo, e i due sono visibili l’uno dall’altro.
  9. Gaspare Beretta fa sbancare uno spalto roccioso sul lato settentrionale perché gli attaccanti non possano fortificarlo, e aggiunge una traversa, una punta e una strada coperta alla base della cinta esterna. Il fianco nord scavato indietro è l’opera di ingegneria più facile da non vedere sul sito.
  10. Il dominio spagnolo sul Finale cessa ufficialmente, dopo oltre un secolo. La funzione militare del castello finisce con lo Stato che difendeva.
  11. Gli artificieri genovesi demoliscono il castello, due anni dopo l’acquisto del marchesato da parte della Repubblica. Tutto fuorché la Torre dei Diamanti è ridotto alle rovine attuali, e uno studio dedicato all’episodio si intitola Uno scempio inutile pagato caro.
  12. Il castello è donato al Comune di Finale Ligure il 29 dicembre. La prima fase di recupero comunale ha consolidato le rovine e le ha rese accessibili, ed è il motivo per cui la torre si può salire.

Che cosa hanno lasciato le demolizioni

Entrambe le distruzioni sono genovesi ed entrambe volute, il che fa di questa una rovina diversa da una che sia semplicemente crollata. La demolizione del 1448 fu riparata in quattro anni; quella del 1715 no, e da tre secoli il castello sta aperto alle intemperie. Il villaggio che ne condivideva il nome era andato prima, demolito per costruire la cinta cinquecentesca. Nemmeno il nome è arrivato intatto: Govone, la forma prevalente fino al termine dell’epoca spagnola, è stata soppiantata da Gavone negli ultimi due secoli e ora sta tornando. Quello che il comune ha fatto dal 1989 è consolidamento, non ricostruzione: le rovine sono state messe in sicurezza e vi è stato tracciato un percorso di visita, con un ascensore messo nell’unica torre abbastanza solida per reggerlo. Niente è stato rifatto come era, e il bugnato della torre è opera originale.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.