Castel Gavone, Finale Ligure
Scopri Castel Gavone, Finale Ligure
Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026Introduzione
Castel Gavone, o Castel Govone, era la sede principale dei marchesi Del Carretto, signori di Finale. Si trova presso l’odierna frazione di Perti, nel comune di Finale Ligure, in provincia di Savona.
Sta sullo sperone che domina la capitale. Il castello sorge sopra il colle del Becchignolo, lo sperone roccioso che domina Finalborgo, capitale del Marchesato di Finale: un borgo murato che qui ha una pagina propria.
È una rovina, e per scelta. Gli artificieri genovesi demolirono il castello nel 1715, dopo l’acquisto del marchesato da parte della Repubblica di Genova; era già stato demolito in parte da Genova nel 1448 e ricostruito in quattro anni. (La panoramica del comune data invece la demolizione al 1713. Tre affermazioni danno il 1715, fra cui la voce di questo castello e la stessa sezione storica della panoramica comunale, e il 1713 è l’anno dell’acquisto.)
Il comune lo possiede dal 1989. Il castello fu donato al Comune di Finale Ligure il 29 dicembre 1989, che ha realizzato una prima fase di recupero finalizzata alla conservazione e alla fruizione turistica delle imponenti rovine. Un ascensore permette di salire alla sommità della Torre dei Diamanti, dove la vista si apre sul finalese.
Architettura
È un caso da manuale di castello preso in mezzo fra due modi di fare la guerra. Il progetto degli ampliamenti cinquecenteschi è definito un tipico esempio della cosiddetta architettura militare di transizione: i decenni in cui un alto castello medievale andava trasformato in qualcosa che potesse assorbire il fuoco delle bocche da fuoco.
La torre risponde all’artiglieria, non alle scale d’assalto. La Torre dei Diamanti chiude un corpo triangolare aggiunto attorno al 1490 con un solo scopo: difendere il castello dal fuoco d’artiglieria proveniente dal pendio che scende al mare. La forma carenata e il bugnato a punta di diamante presentano a una palla facce inclinate e indurite invece di un muro piatto.
Il progetto sembra di Francesco di Giorgio. Gli ampliamenti sembrano ispirati a Francesco di Giorgio Martini, architetto militare e teorico, con cui Alfonso I dovrebbe aver avuto occasione d’incontrarsi a Roma e forse a Milano. La ricognizione del comune definisce la torre straordinario esempio di architettura signorile su quel modello.
Tutto quello che sta fuori dalle mura è contro-ingegneria. La traversa, la punta e la strada coperta ai piedi della cinta esterna esistono per impedire ai genieri nemici di avvicinarsi; lo spalto asportato sul lato nord esiste per negargli una piattaforma. Letto insieme a Castel San Giovanni sotto, il sito è un unico sistema per tenere i cannoni fuori dall’alto.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
È stato costruito quattro volte, ogni volta per un’arma diversa. Una caminata del 1172 circa; fortificata nel 1217; ricostruita nel 1451-52 dopo la demolizione parziale genovese; poi ampliata lungo il Cinquecento da tre generazioni: Alfonso I, il figlio Giovanni II e il nipote Alfonso II.
La data della torre è approssimativa e le fonti divergono di due anni. La voce di questo castello dà circa 1490; la panoramica del comune dà forse 1492. Sono due stime per un’opera non datata, e la pagina riporta la prima nominando la seconda invece di scegliere in silenzio.
La cinta esterna fu un lavoro lungo e in fondo non fu mai finita. Avviata nel secondo o terzo decennio del Cinquecento, completata solo negli ultimi anni di dominio carrettesco, ante 1558: e poi inutile, perché Genova prese il marchesato quell’anno.
Gli spagnoli costruirono verso fuori, non verso l’alto. Il loro intervento principale non fu sul castello ma sotto: Castel San Giovanni nel 1643, a tenere il pendio. L’ultima opera significativa, quella di Gaspare Beretta nel 1674, fu una sottrazione: togliere roccia perché il nemico non potesse usarla.
Domande frequenti
Si può entrare?
Sì, ma solo con una guida e solo prenotando. Il Museo Archeologico del Finale, che conduce le visite col programma MUDIF, dichiara che il castello è accessibile esclusivamente con visita guidata e che la prenotazione è obbligatoria al 019 690 020; pubblica le date come calendario eventi e non come orario. Il Comune di Finale Ligure, che possiede il castello dal 1989, non pubblica nulla. Una prima fase di lavori ha reso accessibili le rovine e ha messo un ascensore nella Torre dei Diamanti.
Si dice Gavone o Govone?
Entrambi, e la domanda è reale. Le due forme compaiono nei documenti trecenteschi, e Govone sembra prevalere fino al termine dell’epoca spagnola, scritto castillo Govon. Gavone è il nome usato negli ultimi due secoli e quello che usa il comune; la forma antica sta tornando. L’origine è incerta e potrebbe segnalare antichi rapporti con il Piemonte.
Perché è stato fatto saltare?
Perché Genova comprò il marchesato nel 1713 e non voleva il castello in piedi. Gli artificieri genovesi lo demolirono nel 1715; era già stato demolito in parte da Genova nel 1448 e ricostruito da Giovanni I Del Carretto fra il 1451 e il 1452. Uno studio sulla demolizione del 1715 si intitola Uno scempio inutile pagato caro.
Perché la torre ha quella forma?
Per sopravvivere al fuoco. La Torre dei Diamanti è carenata come lo scafo di una nave e rivestita di bugnato a punta di diamante, e chiude un corpo triangolare aggiunto attorno al 1490 proprio per difendere il castello dall’artiglieria che attaccasse salendo dal mare. Il progetto sembra seguire Francesco di Giorgio Martini.
Come ci si arriva?
A piedi, dalla frazione di Perti, allo sperone del Becchignolo sopra Finalborgo. Né il comune né nessun’altra fonte letta per questa pagina pubblica piani di sosta, navette, difficoltà del sentiero o tempi di percorrenza.
Che altro c’è lassù?
Castel San Giovanni, sotto il castello, costruito nel 1643 sotto il dominio spagnolo per impedire che vi si installassero artiglierie nemiche e per controllare Finalborgo. Sul lato nord di Castel Gavone, poi, manca il fianco della collina: Gaspare Beretta ne fece sbancare lo spalto nel 1674.
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