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Punta Crena, Varigotti

Punta Crena, Varigotti caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026
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Punta Crena, Varigotti site plan

Le rovine

La torre è quello che si vede da sotto. Un’antica torre di avvistamento, descritta dalla fonte come saracena, costruita nel 1559 in cima al promontorio. È abbastanza intera che nel dicembre 2021 vi sono state girate le scene finali di una serie televisiva nazionale.

Il convento accanto è una rovina. La fonte dice solo che accanto alla torre stanno i resti di un convento. Nulla di quanto letto per questa pagina ne nomina l’ordine, l’intitolazione o le date.

L’uliveto è la sorpresa. Un uliveto secolare che copre il fianco a mare e si affaccia sul mare. È il frammento superstite di un’agricoltura di cui viveva tutto il paese: nel 1853 i circa 700 abitanti di Varigotti lavoravano alla pesca, agli olivi e agli agrumi e a una cava di pietra.

Le rovine più antiche sono le meno visibili. Il castrum bizantino, distrutto da Rotari, e sul fianco orientale il muro perimetrale dell’insediamento civile che stava accanto al porto. Più in alto su quel versante e sull’attigua selletta ci sono resti medievali del XV secolo, del paese abbandonato quando il porto si interrò.

E le viste vanno in due direzioni. Giù nella baia dei Saraceni chiusa da un lato; a levante lungo la costa verso Capo Noli, roccia verticale e franosa alta centinaia di metri, dall’altro. La torretta delle Streghe, costruita da Genova nel 1582, sta su quel tratto e segna tuttora il confine fra due comuni.

Punti salienti

La torre di vedetta del 1559

Costruita in cima dopo un’invasione dei Turchi, e definita saracena dalla fonte. È il segno distintivo di Varigotti, compare nell’albo Disney Paperino e la notte del Saraceno — pubblicato anche in latino — e nel dicembre 2021 vi sono state girate le scene finali della serie Rai 1 Blanca.

Il muro perimetrale bizantino

Sul fianco orientale, dove stavano gli edifici civili dell’insediamento bizantino accanto al porto. La fonte dice che di essi rimane ancora oggi un muro perimetrale: il che ne fa, insieme alla parete a monte della chiesa vecchia, la muratura in piedi più antica di Varigotti.

Le rovine del castrum

La fortificazione che difendeva il porto sottostante, distrutta da Rotari nel 643. Il cronista pseudo-Fredegario elencò quella distruzione al pari del saccheggio di Albenga, Savona, Genova, Oderzo e Luni.

L’uliveto secolare

Secolare, sul fianco che guarda il mare. La fonte lo accosta alla torre come tratto distintivo del promontorio, ed è l’ultima traccia attiva dell’economia pre-turistica del paese.

I resti del convento

Accanto alla torre, e quasi non documentati: la fonte ne dà l’esistenza e nient’altro. Sono l’unica cosa su questo capo che nulla di quanto letto per questa pagina riesca a datare.

Resti quattrocenteschi sulla selletta

Sul versante orientale e sull’attigua selletta, dove stava l’abitato finché il porto non si interrò. Vi sopravvivono resti medievali datati al XV secolo: la metà abbandonata di Varigotti, contro quella viva a ponente del promontorio.