Skip to content
Santa Maria delle Grazie & The Last Supper by da Vinci in Milano - Goparoo

Santa Maria delle Grazie & The Last Supper by da Vinci

Santa Maria delle Grazie & The Last Supper by da Vinci Cronologia Storica

Ultimo aggiornamento il 21 settembre 2026
7 /10
Valutazione editoriale
/10
traveler ratings

La chiesa e il dipinto furono voluti dallo stesso uomo, per lo stesso motivo e a pochi anni di distanza, e sopravvissero al suo governo di cinque secoli. Quasi tutto ciò che qui sorprende — perché l’edificio cambia stile a metà percorso, perché il dipinto più celebre di Milano è una rovina, perché l’ingresso è contingentato — nasce da una delle date che seguono.

Cronologia

  1. I domenicani avviano il cantiere su progetto di Guiniforte Solari. La sua lunga navata gotica in laterizio lombardo è ciò in cui si entra ancora oggi da corso Magenta, e stabilisce quella misura contenuta che la testata orientale abbandonerà.
  2. Ludovico il Moro prende in mano l’impresa e affida al Bramante la ricostruzione dell’abside come tribuna cupolata, pensandola come sepolcreto della propria dinastia. La cupola che si vede dalla strada appartiene a questo secondo progetto, assai più ambizioso.
  3. Leonardo inizia il Cenacolo sulla parete nord del refettorio. Nello stesso anno Giovanni Donato da Montorfano dipinge una Crocifissione sulla parete sud: si fronteggiano tuttora, e confrontarle è la cosa più utile che si possa fare in quella sala.
  4. Leonardo termina il lavoro. L’opera viene ammirata subito e copiata di continuo — ed è per questo che ne esistono versioni in condizioni migliori dell’originale.
  5. I francesi occupano Milano e Ludovico perde il ducato. Il mausoleo non sarà mai tale: la tribuna del Bramante non ospita alcuna tomba sforzesca.
  6. Vasari vede il dipinto e lo descrive come ormai ridotto a una macchia. Il degrado non è un problema moderno: comincia entro vent’anni dalla stesura del colore.
  7. Viene aperta una porta alla base della parete per collegare il refettorio alle cucine, asportando i piedi di Cristo. L’arco tamponato è ancora visibile al centro del margine inferiore.
  8. Le truppe napoleoniche occupano il convento e usano il refettorio come deposito e stalla. È il periodo che provoca i danni fisici maggiori, dopo il cedimento della pittura stessa.
  9. Nella notte del 15 agosto i bombardamenti alleati distruggono il tetto e la parete orientale del refettorio. Il Cenacolo si salva perché protetto da sacchi di sabbia e impalcature; per mesi resterà esposto alle intemperie dietro un telo.
  10. Chiesa e convento entrano nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
  11. Si conclude il restauro avviato nel 1978 sotto la guida di Pinin Brambilla Barcilon, che ha rimosso secoli di ridipinture riportando alla luce il poco materiale originale superstite. Il regime di accesso sigillato e climatizzato che si attraversa oggi nasce da quel cantiere, non dall’età del dipinto.

Le domande che si fanno i visitatori

Quanto di ciò che vedo è davvero di Leonardo? Meno di quanto ci si aspetti. Il restauro del 1978–1999 ha eliminato le ridipinture dei secoli precedenti: la superficie è oggi sincera sulle proprie perdite invece di mascherarle, e dove appare evanescente è perché non è rimasto nulla.

Perché si è degradato mentre altre opere coeve no? Per la tecnica, non per l’ambiente. La Crocifissione sulla parete opposta della stessa sala ha la stessa età ed è in condizioni assai migliori: è vero affresco.

È stato danneggiato dalla guerra? La sala sì, la parete no. Il bombardamento dell’agosto 1943 portò via il tetto e il muro di fondo; il dipinto resistette dietro la sua protezione di sacchi di sabbia.