Marche
Marche: Geografia
Le Marche hanno una delle strutture più regolari fra le regioni italiane, e da essa dipende tutto: dove stanno le città e quanto ci si mette ad andare dall'una all'altra.
Il pettine
La catena appenninica corre lungo il confine occidentale. Da lì una serie di fiumi brevi — Metauro, Esino, Potenza, Chienti, Tronto e altri — scende grosso modo parallela verso est, raggiungendo l'Adriatico dopo 60-100 km. Fra l'uno e l'altro stanno dorsali collinari.
La conseguenza pratica è che muoversi lungo una valle è facile, mentre spostarsi fra valli nell'entroterra significa scavalcare ogni volta un crinale. Storicamente ogni valle ha sviluppato la propria città nel punto in cui la collina incontra la piana: è per questo che la regione ha tanti centri medi e nessuna città dominante.
La montagna
Il confine occidentale ospita i Monti Sibillini, condivisi con l'Umbria e alti 2.476 m al Monte Vettore, e i Monti della Laga a sud. Sono montagne calcaree con fenomeni carsici: doline, drenaggio sotterraneo e grotte.
Il sistema di Frasassi, nella gola dell'Esino, ne è l'esempio maggiore: una rete di sale di cui l'Abisso Ancona, largo circa 200 m, potrebbe contenere il Duomo di Milano. Fu individuato nel 1971 e in parte è aperto su percorsi guidati.
La costa
Circa 180 km di Adriatico, per lo più dritti e sabbiosi, con un'eccezione importante. Il Monte Conero si alza a 572 m direttamente dal mare appena a sud di Ancona, dando l'unica costa alta fra Trieste e il Gargano e creando le piccole baie che fanno del promontorio un parco regionale.
Il rischio sismico
Le Marche stanno sul sistema di faglie appenniniche. Il terremoto umbro-marchigiano del 1997 e la sequenza dell'Italia centrale del 2016 hanno causato danni seri nell'entroterra, e gli effetti sui paesi collinari del sud restano visibili.