Torre Campanaria e Piazza Castello, La Morra
Torre Campanaria e Piazza Castello, La Morra caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026La torre
Il paese corre lungo un crinale, e questa piazza ne è l'estremità. È tutto qui il meccanismo del panorama: fra voi e la valle non c'è nulla.
Quel che si guarda è l'anfiteatro del Barolo: i paesi circostanti sui propri crinali, e in mezzo le colline a vigneto. Le Langhe sono state iscritte dall'UNESCO il 22 giugno 2014, e questa è una delle tre componenti elencate. È un paesaggio agricolo di lavoro, e si vede che lo è: ogni versante in vista è il raccolto di qualcuno.
Alle spalle, la torre campanaria del 1710. Guardate la pietra più che la sagoma: viene da un castello abbattuto nel 1544, e la piazza si chiama ancora Piazza Castello per questo.
Ai piedi della torre, due cose da cercare. Il busto di Giuseppe Gabetti di Giuseppe Realini: Gabetti scrisse la Marcia reale, il primo inno nazionale che l'Italia abbia avuto. E un basamento vuoto dove c'era un bronzo: il Vignaiolo d'Italia di Antonio Munciguerra, 1972, trafugato nel dicembre 2018 mentre si rifaceva la piazza intorno.
Un lato della piazza è la scuola elementare del 1914, che è una scuola in funzione e non un monumento.
Punti salienti
Il panorama
La piazza offre una vista spettacolare sui paesi circostanti e sulle colline coltivate a vigneto. È l'unica cosa per cui La Morra è nota, ed è gratuita e disponibile sempre.
La torre campanaria, 1710
Costruita coi resti del castello abbattuto nel 1544. Un campanile riciclato da una fortezza, sul terreno della fortezza stessa, un secolo e mezzo dopo che la fortezza era venuta giù.
Piazza Castello, e il castello che non c'è
La piazza porta il nome di un edificio abbattuto nel 1544. Non ne resta nulla in piedi. Il nome e la muratura della torre sono quel che ne rimane.
Il basamento vuoto: il Vignaiolo d'Italia
Il monumento bronzeo al Vignaiolo d'Italia, di Antonio Munciguerra, 1972, stava a pochi passi dalla torre. Fu trafugato nel dicembre 2018, durante i lavori di rifacimento della piazza antistante. Un monumento a chi ha fatto questo paesaggio, portato via dal miglior punto di vista sul paesaggio.
Il busto di Giuseppe Gabetti
In marmo, di Giuseppe Realini. Gabetti fu il compositore ottocentesco della Marcia reale, il primo inno d'Italia.
La scuola del 1914
L'edificio delle scuole elementari chiude un lato della piazza. È il motivo per cui il belvedere, nelle mattine feriali, è pieno di bambini.
