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Siracusa

How Was Siracusa Built

Siracusa è costruita con un solo materiale e ricostruita più volte con sé stessa.

Il calcare locale

Il calcare bianco e tenero degli Iblei si taglia con facilità, indurisce all'aria e invecchia in un colore caldo di miele. Qui tutto è fatto di questo: i templi greci, il teatro scavato nel fianco della collina, i palazzi barocchi e i muri a mare. Le latomie, le cave da cui è uscito tutto, sono a loro volta tra le cose da vedere: fosse dalle pareti verticali oggi piantate ad agrumi, una delle quali contiene la grotta affusolata che Caravaggio avrebbe chiamato Orecchio di Dionisio per la sua acustica.

Riuso invece di sostituzione

La cattedrale è il caso più evidente di tutta la Sicilia: un tempio dorico trasformato in chiesa tamponando gli intercolumni e aprendo archi nel muro della cella, lasciando lavorare la struttura del V secolo a.C. Il Tempio di Apollo all'ingresso dell'isola, tra i più antichi templi dorici di Sicilia, ha fatto il percorso inverso — chiesa, moschea, chiesa, caserma — e sopravvive come scheletro.

Dopo il 1693

Il terremoto rasò al suolo gran parte del sud-est, e la ricostruzione diede a Ortigia il suo volto barocco: balconi curvi su mensole scolpite, cornici profonde alle finestre e Piazza Duomo disegnata come un unico spazio teatrale lastricato di pietra chiara.

Scavato nella roccia

I costruttori greci spesso non impilavano pietra ma scavavano nella roccia viva: le gradinate del teatro, le camere sepolcrali e l'Ara di Ierone, lunga quasi duecento metri e il più grande altare del mondo antico, di cui resta il basamento perché il basamento è la collina stessa.

Castello Maniace

Il castello quadrato di Federico II, degli anni Trenta del Duecento, chiude la punta dell'isola. Porta il nome di Giorgio Maniace, il generale bizantino che due secoli prima aveva brevemente riconquistato la città, e la sua sala è un unico spazio voltato su colonne sottili.

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