Punta della Dogana
Punta della Dogana Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Architettura
La ricostruzione di Giuseppe Benoni del 1682 diede alla dogana la sua impronta triangolare allungata, che segue la punta di terra dove il Canal Grande incontra il Canale della Giudecca.
All'estremità dell'edificio, una piccola torretta porta la banderuola divenuta un riferimento veneziano: due figure bronzee di Atlante che sorreggono un globo dorato, sormontato da una figura rotante che rappresenta la Fortuna. Il restauro di Tadao Ando del 2009 ha mantenuto sostanzialmente intatto l'esterno inserendo pareti espositive minimaliste in cemento entro la struttura originaria in laterizio e legno.
Caratteristiche del Sito
La Fortuna sul globo
Il gruppo della banderuola, del 1677-78, opera di Bernardo Falcone, è il segno distintivo dell'edificio: due Atlanti bronzei accovacciati che sostengono una sfera dorata, con una figura della Fortuna al di sopra che regge un drappo a vela e ruota con il vento. Leggerne la direzione dall'acqua indicava agli equipaggi in avvicinamento come spirasse il vento all'imboccatura del Canal Grande.
L'intervento di Ando
La conversione del 2009 è deliberatamente leggibile come inserimento anziché come restauro. Ando ha lasciato a vista le murature seicentesche in laterizio e le capriate del tetto, collocandovi entro piani autoportanti in cemento levigato, così che l'involucro antico e le sale nuove non si tocchino mai del tutto: un approccio che lascia la dogana leggibile come dogana.
La punta
Lo spiazzo lastricato attorno all'edificio è pubblico e accessibile a qualsiasi ora, senza biglietto. È uno dei pochi punti di Venezia da cui si vedono contemporaneamente il Canal Grande, il Canale della Giudecca, il Bacino di San Marco e San Giorgio Maggiore.
Paesaggio
La Dogana occupa le ultime decine di metri di Dorsoduro, un cuneo che si restringe fino a una punta con l'acqua su entrambi i lati lunghi: il Canal Grande a nord, il Canale della Giudecca a sud e il Bacino di San Marco che si apre di fronte.
Il sito fu scelto per il controllo più che per la veduta. Tutto ciò che entrava a Venezia dal mare doveva passare da questa punta, per cui una dogana collocata qui poteva intercettare il traffico prima che si disperdesse nei canali della città.
Ne consegue che l'edificio si osserva quasi interamente dall'acqua e a tutto tondo, e che chiude la composizione avviata cento metri più indietro da Santa Maria della Salute: prima la cupola, poi il lungo corpo basso della dogana, infine la torretta e il globo come punto fermo sulla punta.
Alle sue spalle la fondamenta delle Zattere corre verso ovest lungo il Canale della Giudecca, e il percorso attorno alla punta dall'Accademia costeggia l'acqua per tutta la sua lunghezza.