Chiesa di San Zaccaria
Chiesa di San Zaccaria Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Architettura
La facciata è la lezione di architettura più chiara di Venezia, perché il cambio di idea è visibile dal campo. Antonio Gambello la avviò in forme gotiche attorno al 1458 e giunse fino agli ordini inferiori, con le loro nicchie ad arco acuto e le proporzioni gotiche; dopo la sua morte, nel 1481, Mauro Codussi ne concluse la metà superiore secondo la maniera rinascimentale che aveva portato dalla Lombardia -- finestre binate a tutto sesto, lesene classiche e un grande frontone semicircolare di coronamento. La cucitura corre sul fronte all'incirca all'altezza della prima cornice, e nulla fu fatto per dissimularla.
All'interno la pianta non somiglia a quella di alcun'altra chiesa cittadina. San Zaccaria possiede un vero deambulatorio -- una navata che gira dietro l'altare maggiore con cappelle radiali -- soluzione propria dell'architettura cattedrale francese e nordica, e altrove assente a Venezia. Conferisce alla testata orientale una profondità e un percorso circolare che una consueta abside veneziana non ha.
La navata è insolitamente alta e stretta rispetto alla sua larghezza, con volte che ne spingono oltre l'altezza, e l'intero interno è rivestito di dipinti quasi dal pavimento al soffitto secondo il gusto seicentesco: una disposizione da quadreria sovrapposta a un'architettura quattrocentesca.
Sotto tutto questo sopravvive la cripta della chiesa del X secolo, una bassa selva di colonne tozze e volte a crociera che precede di cinquecento anni ogni cosa sovrastante e oggi giace stabilmente nell'acqua.
Caratteristiche del Sito
La cripta allagata, ambiente romanico colonnato del X secolo sotto la chiesa attuale, accoglie le tombe di otto dogi qui sepolti tra la metà del IX e la fine del XII secolo: l'acqua sotto i piedi sale e scende con i canali circostanti, e talvolta occorrono passerelle per attraversarla. Al piano superiore la Pala di San Zaccaria di Giovanni Bellini è considerata una delle sue migliori opere tarde, e la sacrestia conserva dipinti del Tintoretto, di Palma il Vecchio e di Antoon van Dyck.
Paesaggio
San Zaccaria sorge su un campo chiuso e appartato a Castello, cui si accede attraverso un unico sottoportico dalla Riva degli Schiavoni, a meno di due minuti a piedi da Piazza San Marco.
La chiusura è l'elemento più notevole. Campo San Zaccaria ha un solo stretto accesso ed è per il resto racchiuso dalla chiesa e dagli edifici dell'ex convento, per cui funziona come una corte anziché come un campo: il rumore della riva si ferma all'arco, e il campo resta spesso silenzioso mentre migliaia di persone passano a quaranta metri.
Quegli edifici conventuali sono tuttora in uso, oggi occupati dai Carabinieri, ed è per questo che il campo ha l'aspetto ordinato e controllato di un cortile privato anziché quello improvvisato di quasi tutti i campi veneziani.
La vicinanza a San Marco è l'intero paradosso del luogo. Una chiesa che conserva una pala di Bellini e una cripta ducale allagata si trova a vista dalla piazza più congestionata d'Europa e ne riceve una frazione dei visitatori, perché l'arco che vi conduce non sembra condurre da nessuna parte.