Museo nazionale cerite
Scopri Museo nazionale cerite
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Introduzione
Il Museo nazionale cerite è il museo archeologico di Cerveteri, dedicato all'arte etrusca proveniente dalle necropoli dell'antica Caere, e in primo luogo dalla Banditaccia. Ha sede nel castello Ruspoli, nel centro storico, affacciato su piazza Santa Maria, ed è intitolato alla principessa Claudia Ruspoli. Nel 2015 ha avuto 19.015 visitatori, e dal 2021 fa parte del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia.
Architettura
Il museo sta nel castello che apparteneva alla famiglia Ruspoli, e l'edificio è il pezzo più antico che contenga. Il comune lo descrive come una rocca duecentesca eretta in muratura di tufo, lava e laterizi, con più torri e un corpo rettangolare, e con tratti di mura etrusche del IV secolo a.C. inglobati nella fabbrica. La sua sintesi è esatta: un vero e proprio poligono fortificato.
Quella mescolanza di materiali è un resoconto geologico del luogo. Tufo e lava sono ciò di cui è fatto il pianoro di Cerveteri — la stessa roccia vulcanica in cui sono scavate le tombe della Banditaccia — e il laterizio è l'aggiunta medievale. Il castello è, di fatto, costruito con lo stesso terreno della necropoli di cui oggi espone i contenuti.
I tratti di muro etrusco sono il dettaglio da cercare. Hanno tre secoli più di quasi tutto ciò che resta in piedi nel centro storico, e non furono conservati per devozione: un costruttore duecentesco riutilizzò una linea difensiva che c'era già perché funzionava. La stessa logica ha prodotto l'intera struttura.
Il castello sta nel centro storico, affacciato su piazza Santa Maria, e il museo che ospita è intitolato alla principessa Claudia Ruspoli. L'esposizione è strutturata su due livelli.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Il castello è stato messo insieme con quello che il pianoro offriva e con quello che già stava in piedi. La muratura è di tufo, lava e laterizi: i primi due cavati dalla stessa roccia vulcanica in cui gli etruschi scavarono le tombe della Banditaccia, il terzo aggiunta medievale. In quella fabbrica duecentesca sono inglobati tratti di mura etrusche del IV secolo a.C., una linea difensiva riutilizzata invece che demolita: ed è per questo che il comune descrive il risultato come un poligono fortificato più che come una pianta regolare di castello. Più torri e un corpo rettangolare lo completano.
Il museo all'interno è stato invece messo insieme in tutt'altro modo, e in buona parte per sottrazione. Le raccolte documentano le fasi culturali di tutto il territorio cerite, ma i pezzi più notevoli scavati in queste necropoli non sono qui: materiali rilevanti provenienti dalle stesse aree sono conservati al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma e al Louvre. Ciò che il museo espone è ordinato per temi di necropoli, con vetrine sull'epoca villanoviana del Sepolcreto del Sorbo e sul periodo ellenistico attraverso la tomba dei Tasmie e la tomba dei sarcofagi della Banditaccia, accanto a bucchero, anfore, vasi funerari e coperchi di sarcofagi figurati, alcuni originali e alcuni riprodotti.
I due pezzi migliori non sono stati scavati: sono tornati. Il cratere e la kylix di Eufronio furono asportati in scavi clandestini, esportati ed esposti all'estero per anni prima di essere restituiti allo Stato italiano; furono collocati dapprima a Villa Giulia a Roma e solo poi assegnati definitivamente a Cerveteri, dove si trovano dal 2015.
Domande frequenti
I vasi di Eufronio sono davvero qui?
Sì. Il cratere e la kylix di Eufronio, ceramiche attiche a figure rosse del V secolo a.C., sono destinati definitivamente al museo di Cerveteri dal 2015.
Come erano finiti all'estero?
Furono trafugati durante scavi illegali nell'area di Cerveteri ed esportati. Il cratere è stato a lungo esposto al Metropolitan Museum di New York e la kylix al Getty Museum di Malibù. Entrambi sono stati restituiti allo Stato italiano, collocati dapprima al Museo etrusco di Villa Giulia a Roma e poi assegnati stabilmente qui.
In che edificio si trova il museo?
Nel castello appartenuto alla famiglia Ruspoli, nel centro storico di Cerveteri, affacciato su piazza Santa Maria. Il museo è intitolato alla principessa Claudia Ruspoli.
Quanto è antico il castello?
È una rocca duecentesca, eretta in muratura di tufo, lava e laterizi, con più torri e un corpo rettangolare, e con tratti di mura etrusche del IV secolo a.C. inglobati: per questo il comune la definisce un vero e proprio poligono fortificato.
Cosa copre la collezione?
Arte etrusca dalle necropoli dell'antica città di Caere, tra cui la Banditaccia. Le vetrine sono tematiche per necropoli: l'epoca villanoviana per il Sepolcreto del Sorbo, il periodo ellenistico con la tomba dei Tasmie e la tomba dei sarcofagi, con bucchero, anfore, vasi funerari e coperchi di sarcofagi figurati, alcuni originali e alcuni riprodotti.
Perché i materiali migliori di Caere non sono qui?
Perché se ne sono andati. Pezzi notevoli provenienti da queste aree archeologiche sono conservati al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma e al Louvre.
Chi gestisce il museo?
Il ministero della cultura, che lo ha gestito tramite il Polo museale del Lazio dal dicembre 2014; nel 2021 è entrato a far parte del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia.
Sarà affollato?
Molto improbabile. Nel 2015 il museo ha registrato 19.015 visitatori.
Quali sono gli orari?
Non sono pubblicati in nessuna fonte verificabile da questa pagina. Il Comune di Cerveteri indica i numeri del museo, +39 06 30321659 e +39 353 4107535: meglio telefonare prima di partire.
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