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Santuario di Greccio

Santuario di Greccio caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026
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Santuario di Greccio site plan

Il monastero

Il santuario è incassato come un nido d'aquila nella roccia dei monti Sabini a 665 m, a due chilometri dall'antico borgo medievale di Greccio e circa 15 km da Rieti, con gli edifici distribuiti su più livelli attorno a un piazzale-belvedere che si affaccia su tutta la Valle Santa.

Salendo lungo la strada provinciale si incontra una statua in bronzo di Giovanni Paolo II, posizionata nel luglio 2016, nell'atto di benedire la valle. Due tornanti più avanti, in corrispondenza del parcheggio, del bar e dell'ufficio informazioni, comincia la lunga scalinata intagliata nella rupe. Alla sua base stanno due statue di San Francesco, una in pietra e una in bronzo, quest'ultima collocata nel 2005; quasi in cima, un piccolo giardino terrazzato ospita Omaggio a San Francesco, scultura in travertino realizzata nel 1993 dallo scultore siciliano Leonardo Cumbo.

La scalinata finisce alla cappella del Presepio, il cuore del luogo, costruita attorno alla grotta dove la tradizione colloca la Natività della vigilia di Natale del 1223. Oltre i banchi si entra nella grotta: un ambiente piccolo e semplice, con un altare e un paio di sedili, e sotto la mensa dell'altare la rientranza nella roccia che secondo la tradizione ospitò la statua di Gesù bambino. Sopra l'altare c'è un affresco a lunetta del Quattrocento di scuola giottesca, attribuito a un anonimo maestro di Narni e datato 1409. La parte destra è la natività originaria di Betlemme, con la Vergine che allatta il bambino alla presenza di Giuseppe; la parte sinistra è la natività rievocata da Francesco a Greccio, con il santo vestito da diacono inginocchiato davanti al Bambino e alle spalle il popolo di Greccio.

Dalla cappella un corridoio porta al monastero antico, passando davanti a due affreschi trecenteschi assegnati alla scuola del Maestro di Fossa: una natività umbro-marchigiana e un San Giovanni Battista. Il monastero antico conserva il refettorio dei frati con i resti del lavabo e dello scarico, il dormitorio di 7 per 2 metri, il pulpito di San Bernardino e la minuscola cella di Francesco ricavata nella roccia.

Al piano superiore, sopra la cappella del presepe, sta la prima chiesa del santuario, intitolata a San Francesco e San Bonaventura. Sopra l'altare un dipinto cinquecentesco di scuola umbra con la Deposizione tra santi; sulla parete sinistra un affresco trecentesco con Francesco e l'angelo che gli annuncia la remissione dei peccati, e sopra un pregevole tondo quattrocentesco con la Madonna col Bambino attribuito a Biagio d'Antonio. Il coro conserva gli stalli lignei, un leggio e un supporto girevole per lanterna che permetteva ai frati di illuminare le pagine del libro corale. Nell'oratorio attiguo è venerato il ritratto di San Francesco: la tradizione locale lo vuole eseguito nel 1225 su commissione dell'amica Jacopa de' Settesoli, il che ne farebbe l'unico ritratto fatto quando il santo era in vita — ma la tela qui è una copia trecentesca di un originale perduto. Lo mostra con il viso sofferente, mentre si asciuga gli occhi con un fazzoletto, per la malattia agli occhi che si faceva curare dai medici della corte papale a Rieti.

La chiesa moderna dell'Immacolata Concezione, del 1959, conserva nell'abside un bassorilievo in ceramica dell'Immacolata di Lorenzo Ferri, del 1965-66, e sul fondo della navata un grande presepe in legno dello stesso scultore, realizzato nel 1967 con statue della Val Gardena. Un secondo presepe, in terracotta, è di Luigi Venturini, 1962. Il matroneo ospita una mostra permanente di presepi in continua crescita.

Due luoghi eremitici nel bosco poco fuori — la grotta dove il beato Giovanni da Parma visse in penitenza per 32 anni, dal 1257 al 1289, e la celletta di Francesco, oggi oratorio con un affresco settecentesco della Morte di San Francesco — non sono aperti al pubblico.

Punti salienti

Il santuario è piccolo e distribuito su più livelli, e le sue cose migliori sono una grotta, una lunetta dipinta e una serie di ambienti usati davvero dai primi frati.

L'affresco a lunetta sopra l'altare della cappella del Presepio
L'affresco a lunetta sopra l'altare della cappella del Presepio [crediti]
  • La Grotta della Natività — la grotta dove Francesco allestì la Natività vivente la vigilia di Natale del 1223, con la rientranza sotto l'altare che la tradizione vuole abbia ospitato la statua del bambino.
  • La lunetta del 1409 — affresco di scuola giottesca attribuito a un anonimo maestro di Narni, con Betlemme da un lato e Greccio dall'altro.
  • La cella di Francesco — ambiente piccolissimo scavato nella nuda roccia nel monastero antico, detto anche sacro speco.
  • Gli ambienti dei primi frati — refettorio con i resti del lavabo e dello scarico, dormitorio di 7 per 2 metri, pulpito di San Bernardino.
  • Dormitorio di San Bonaventura — interamente in legno, eretto verso il 1260-70 e usato fino al 1915, quindici celle su un corridoio; la prima a destra ospitò Bonaventura e Bernardino da Siena.
  • Il ritratto di San Francesco — venerato nell'oratorio, copia trecentesca di un originale che la tradizione locale data al 1225.
  • La volta stellata — la volta a botte della prima chiesa, dipinta a cielo notturno con il beato Giovanni da Parma.
  • Il belvedere — il piazzale attorno a cui si dispongono gli edifici, affacciato sulla Valle Santa reatina.
  • I bronzi di Agnini — tre portali della chiesa del 1959; il bassorilievo anteriore pesa oltre 30 quintali e fu fuso a Verona nel 1995.
  • La raccolta di presepi — mostra permanente e in continua crescita nel matroneo della chiesa moderna.
  • La cappella sul monte Lacerone — a 1204 m, due chilometri per un sentiero aspro, fatta edificare da Clemente XI nel 1712 dove Francesco avrebbe avuto la capanna.