Santuario di Greccio
Scopri Santuario di Greccio
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Introduzione
L'eremo francescano di Greccio è detto anche santuario del presepe, perché fu qui, nel 1223, che Francesco d'Assisi inventò il presepe. Da ciò il soprannome di Betlemme francescana. È il più noto dei quattro santuari della Valle Santa reatina -- con Fonte Colombo, la Foresta e Poggio Bustone -- ed è il più antico, l'unico che già durante la vita del santo disponeva di edifici destinati ad ospitare frati.
Architettura
Il santuario non è un edificio ma una pila di edifici, aggiunti attorno a una grotta nell'arco di sette secoli e tenuti contro la roccia dei monti Sabini a 665 m.
La cosa più antica è la grotta stessa, dove Francesco visse e dove fu allestita la Natività del 1223. Attorno a essa fu costruita la cappella del Presepio, e la prima chiesa, intitolata a San Francesco e San Bonaventura, sta esattamente sopra quella cappella, al piano superiore; risale alla prima metà del Duecento, e subito dopo la canonizzazione, tra il luglio 1228 e il febbraio 1229, era già stata eretta una chiesa che inglobava la grotta. La sua copertura è una volta a botte dipinta a cielo stellato con un'immagine del beato Giovanni da Parma.
Accanto alla cappella sta il monastero antico, il primo alloggio dei frati: un refettorio che conserva i resti del lavabo e del canale di scarico, un dormitorio di sette metri per due, il pulpito di San Bernardino, e la piccolissima cella scavata nella nuda roccia dove riposava Francesco, detta anche sacro speco. Dismesso quello, la comunità passò al dormitorio di San Bonaventura, che si tramanda eretto quando Bonaventura era generale dell'ordine, tra il 1260 e il 1270, e usato fino al 1915. È interamente in legno: uno stretto corridoio con quindici piccole celle, la prima a destra quella che la tradizione assegna a Bonaventura e a Bernardino da Siena.
I due strati moderni si riconoscono subito. Nel 1906 una chiesa superiore sostituì un porticato cinquecentesco. Poi nel 1959 Alberto Carlo Carpiceci costruì la chiesa dell'Immacolata Concezione, la cui facciata e il cui fianco sinistro sono coperti dal fianco della montagna, così che sulla piazzetta affacciano solo l'abside e il fianco destro. È in pietra e intonaco con campanile a vela, monofore lungo il fianco destro, due portali verso la navata e abside ottagonale con lucernari. Dentro è a navata unica su pianta a croce latina senza transetti, con un ballatoio sopraelevato lungo il lato sinistro e sul fondo. I tre portali portano bassorilievi in bronzo di Lino Agnini; quello anteriore, 245 per 155 cm e oltre 30 quintali, fu fuso nel 1995 dalla fonderia Briman di Verona e raffigura la Madonna che dona Gesù bambino a Francesco, con il beato Giovanni Duns Scoto, Santa Chiara morente con la bolla papale e i volti di due benefattori del santo, Alticama Castelli di Stroncone e Giovanni Velita di Greccio. Il portale posteriore rappresenta l'incontro di Francesco con il lupo.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Il santuario è cresciuto verso l'esterno a partire da una grotta, e la sequenza è ancora leggibile perché non si è mai demolito per far posto alla cosa successiva.
All'inizio era poco più di un sito rupestre. La leggenda vuole che, per scegliere il punto esatto, Francesco incaricasse un bambino di lanciare un tizzone ardente: questo, volando come una saetta, terminò la corsa sulla scoscesa parete rocciosa di un monticello di proprietà di Giovanni Velita. Lì Francesco stabilì la sua dimora, in un'umile grotta che costituì il primo nucleo. Solo col tempo, attorno a essa, furono costruiti gli edifici che oggi lo compongono.
La prima costruzione stabile arrivò presto. Subito dopo il 1223 si costituì a Greccio una piccola comunità di seguaci del santo, e in corrispondenza del luogo della rappresentazione furono eretti i primi edifici. Nella finestra tra la canonizzazione di Francesco, nel luglio 1228, e il febbraio 1229 fu costruita una chiesa che inglobava senz'altro la grotta: la chiesa di San Francesco.
Da lì in poi il metodo è accumulo contro una rupe. Gli edifici si sviluppano su più livelli attorno a un piazzale-belvedere, che è l'unico terreno pianeggiante. Il dormitorio di San Bonaventura, eretto verso il 1260-70, è tutto in legno e non in muratura — quindici celle su un solo corridoio stretto — che è ciò che si costruisce quando il sito non concede impronta a terra. La chiesa del 1959 ha dovuto incassarsi nella montagna stessa, lasciando facciata e fianco sinistro coperti dal monte e girando verso la piazza l'abside e il fianco destro. Perfino l'accesso è intagliato invece che costruito: la via tradizionale è una lunga scalinata scavata nella rupe.
Due chilometri più in alto, sulla sommità del monte Lacerone a 1204 m, una piccola cappella segna il punto in cui Francesco avrebbe costruito la propria capanna, vicino a due grandi carpini. La fece edificare Clemente XI nel 1712; nel 1889 fu inglobata in una casa di pastori.
Domande frequenti
È davvero qui che è nato il presepe?
Sì. La vigilia di Natale del 1223, con l'aiuto e l'incoraggiamento del feudatario Giovanni Velita, Francesco diede vita a una rievocazione con personaggi viventi della nascita di Cristo presso la grotta in cui abitava. Da lì l'usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano, ed è per questo che Greccio è soprannominata la Betlemme francescana.
Quando arrivò Francesco a Greccio la prima volta?
Non si sa. La tradizione francescana colloca la prima visita nel 1209 o nel 1217, e la sua presenza in quel periodo è ritenuta probabile ma non documentata. La prima presenza storicamente accertata è del 1223. Tornò poi da fine settembre 1224 al 1226, lasciando il luogo sei mesi prima di morire.
Si può entrare nella grotta?
Sì: la cappella del Presepio è costruita attorno a essa, e oltre i banchi si accede alla grotta vera e propria, un ambiente piccolo e semplice con un altare e un paio di sedili. La rientranza nella roccia sotto la mensa dell'altare è dove la tradizione colloca la statua di Gesù bambino.
Cos'è l'affresco sopra l'altare?
Una lunetta del Quattrocento di scuola giottesca, attribuita a un anonimo maestro di Narni e datata 1409. La metà destra mostra la natività originaria di Betlemme; la metà sinistra la rievocazione di Francesco a Greccio, con il santo inginocchiato in abito da diacono e dietro il popolo di Greccio.
Il ritratto di San Francesco è dal vero?
La tradizione locale dice che l'originale lo fosse, eseguito nel 1225 su commissione dell'amica Jacopa de' Settesoli, il che ne farebbe l'unico ritratto del santo fatto in vita. Ma la tela nell'oratorio è una copia trecentesca; l'originale è perduto. Lo raffigura mentre si asciuga gli occhi con un fazzoletto, per la malattia agli occhi che si faceva curare a Rieti.
Quanti santuari ci sono nella Valle Santa?
Quattro: Greccio, Fonte Colombo, La Foresta e Poggio Bustone. Greccio è il più noto e il più antico, e l'unico che già durante la vita di Francesco disponeva di edifici per i frati.
Ci sono stati papi in visita?
Tre volte. Giovanni Paolo II il 2 gennaio 1983, e papa Francesco due volte: in forma privata il 4 gennaio 2016 e in forma pubblica il 1º dicembre 2019, quando consegnò la lettera apostolica Admirabile signum sul significato del presepio.
Cos'è la Lettera di Greccio?
Un'introduzione alla loro biografia del santo, scritta qui l'11 agosto 1246 quando tre compagni di Francesco si riunirono al santuario.
C'è qualcosa sopra il santuario?
Una piccola cappella sulla sommità del monte Lacerone, a 1204 m, raggiungibile con un sentiero aspro di un paio di chilometri nel bosco. Segna il punto in cui Francesco avrebbe costruito la capanna, vicino a due grandi carpini; la fece edificare Clemente XI nel 1712 e nel 1889 fu inglobata in una casa di pastori.
I pullman devono pagare per salire?
Sì. Il Comune di Greccio impone ai bus turistici un ticket d'ingresso per l'area del Santuario Francescano e per il paese dalla deliberazione di consiglio dell'8 settembre 2014. Si paga all'ufficio turistico comunale in Piazzale dei Tre Compagni, sotto il santuario.
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