Santuario di Greccio
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Perché visitare Santuario di Greccio
È qui che è nato il presepe. La vigilia di Natale del 1223 Francesco d'Assisi mise in scena una rievocazione vivente della Natività presso una grotta sopra Greccio, e da qui l'usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano: per questo il luogo è soprannominato la Betlemme francescana. La grotta c'è ancora, con una cappella costruita intorno, e sopra l'altare un affresco del 1409 mostra le due natività affiancate: Betlemme a destra, Greccio a sinistra, con Francesco inginocchiato in abito da diacono e dietro di lui i paesani che guardano.
È anche il meglio conservato dei quattro santuari della Valle Santa reatina, e l'unico che già durante la vita di Francesco disponeva di edifici per i frati. Si attraversano gli ambienti che usarono: un refettorio con ancora il canale di scarico nel pavimento, un dormitorio di sette metri per due, e la cella di nuda roccia dove Francesco dormiva; poi si sale a un dormitorio in legno di quindici celle, usato dal 1260 circa fino al 1915.
L'ostacolo è l'avvicinamento. Il santuario è incassato nella rupe come un nido d'aquila a 665 m, due chilometri sopra il paese, e la via d'accesso tradizionale è una lunga scalinata intagliata nella roccia dal parcheggio. Gli edifici poi si sviluppano su più livelli. Se le scale sono un problema, questa è una visita dura.
Da visitare se:
- si vuole stare nel luogo in cui è cominciato il presepe
- si percorre il Cammino di Francesco o la Via di Francesco
- interessa la storia francescana delle origini in stanze usate davvero dai primi frati
- si cerca un belvedere a strapiombo su tutta la Valle Santa
Da evitare se:
- non si può affrontare una lunga scalinata nella roccia e più livelli di scale
- ci si aspetta una grande chiesa: il cuore di questo luogo è una grotta
- si viene solo per gli allestimenti natalizi fuori stagione
Informazioni rapide
- Tipo: Luogo sacro, Monastero, Luogo storico
- Costruito: Grotta abitata nei primi del Duecento; chiesa che la ingloba 1228-1229; chiesa attuale 1959
- Costruito da: Francesco d'Assisi e la comunità francescana, su terreno di Giovanni Velita
- Costruito per: Eremo francescano cresciuto attorno alla grotta in cui visse Francesco
- Progettato da: Chiesa dell'Immacolata Concezione di Alberto Carlo Carpiceci
- Stile architettonico: Eremo rupestre francescano addossato alla rupe e cresciuto in sette secoli
- Altitudine: 665 m
- Dove è nato il presepe: Francesco allestì qui la prima Natività vivente la vigilia di Natale del 1223
- Santuari della Valle Santa: Il più antico e il più noto dei quattro, con Fonte Colombo, La Foresta e Poggio Bustone
Visita responsabile
Il santuario è piccolo, antico e fragile. Il suo cuore è una grotta con un altare e un paio di sedili, cui si arriva attraverso una cappella; gli ambienti dei primi frati sono un refettorio, un dormitorio di sette metri per due e una cella scavata nella roccia; il dormitorio di San Bonaventura è tutto in legno ed è rimasto in uso fino al 1915. Niente di tutto questo regge la folla. Si va piano, si entra in gruppi piccoli, e non si fotografa con il flash vicino alla lunetta del 1409 o agli affreschi trecenteschi del corridoio.
Due luoghi sono chiusi e tali devono restare: la grotta dove il beato Giovanni da Parma visse in penitenza dal 1257 al 1289, e la celletta di Francesco, oggi oratorio con un affresco settecentesco e i resti di uno più antico. Stanno nel bosco appena fuori dal santuario e non sono aperti al pubblico. Non si cerca un modo per entrarci.
Arrivare in pullman è la pressione che il comune ha effettivamente misurato e su cui è intervenuto: dal 2014 i bus turistici devono acquistare un ticket d'ingresso per l'area del santuario e per il paese. Lo si paga all'ufficio turistico invece di cercare di evitarlo e, potendo salire in auto o a piedi dal borgo, sono due chilometri di strada che il santuario non deve assorbire.
Questo è un santuario francescano in attività su un cammino di pellegrinaggio, non un museo di sé stesso. Ci si veste come per una chiesa e si dà la precedenza a chi è arrivato a piedi.
Dove si trova





Indicazioni stradali Apri in Apple Maps
© OpenStreetMap contributors · © CARTO · 42.44861, 12.7425
Pianifica la visita
Il santuario sta a 665 m nei monti Sabini, a due chilometri dal paese di Greccio e circa 15 km da Rieti, e si raggiunge lungo la strada provinciale 1c. Il parcheggio, un bar e un punto informazioni si trovano due tornanti più sotto; da lì la via d'accesso tradizionale è una lunga scalinata intagliata nella roccia.
Il Comune di Greccio colloca il proprio Ufficio Turistico in Piazzale dei Tre Compagni, direttamente sotto il Santuario Francescano del Presepio, allo 0746 750640. Il comune risponde allo 0746 750591 e il Museo Internazionale del Presepe allo 0746 740028.
I bus turistici devono pagare un ticket comunale d'ingresso per l'area del Santuario Francescano e per il capoluogo di Greccio, obbligo introdotto con deliberazione di Consiglio Comunale n. 34 dell'08.09.2014 e da versare all'Ufficio Turistico. I gruppi in pullman devono metterlo in conto.
Qui non sono riportati orari né prezzo d'ingresso. Il santuario è retto da frati francescani che non hanno un sito raggiungibile al momento della stesura di questa pagina, e il comune pubblica orari e costi del museo solo come PDF allegati. Conviene telefonare all'ufficio turistico prima di partire se la visita dipende da un orario.
Due cose sono chiuse: la grotta del beato Giovanni da Parma e la celletta eremitica di Francesco, nel bosco fuori dal santuario, non sono aperte al pubblico. Gli edifici si sviluppano su più livelli e l'accesso è una scalinata nella roccia: non è una visita senza gradini.
Verificato su Comune di Greccio, ottobre 2026.
Quando visitare
Il Natale è la risposta ovvia ed è quella complicata. Qui è nato il presepe, la chiesa moderna ospita una mostra permanente di presepi in continua crescita e il paese allestisce un presepe vivente: i giorni attorno a Natale sono quelli in cui il luogo è più sé stesso e più affollato. Greccio sta inoltre sul Cammino di Francesco e sulla Via di Francesco, che portano camminatori nei mesi miti.
Per gli edifici più che per la stagione, meglio primavera o autunno. Il santuario è a 665 m su una rupe dei monti Sabini: l'estate si sopporta, l'inverno è freddo e la scalinata nella roccia è esposta. Il belvedere sulla Valle Santa è l'unica vista su cui valga la pena regolarsi, e rende meglio con la luce chiara del mattino.
Chi intende salire alla cappella sul monte Lacerone, a 1204 m, lo consideri un'impresa a sé: un paio di chilometri di sentiero aspro nel bosco dal santuario, e non una gita invernale.
