
Museo delle Navi Romane
Museo delle Navi Romane caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026Il museo
Il museo sta sulla riva del lago di Nemi, sotto i paesi dell'orlo del cratere, ed è modellato su ciò che doveva contenere. Furono costruite due grandi sale per due scafi, il maggiore lungo 73 metri e largo 24, l'altro 70 per 20: l'edificio è dunque una coppia di capannoni della misura delle navi, e di navi è vuoto dal 1944.
Il fronte è una lunga parete rosso mattone con il nome inciso a caratteri romani, interrotta alle due estremità da alte vetrate ad arco dove si alzano le coperture delle sale. Davanti c'è un ampio piazzale pavimentato fra la strada e le porte, con la parete boscosa del cratere che sale dietro. Dentro, la visita dura circa un'ora.
Ciò che le sale custodiscono ora è la documentazione più che la cosa: fotografie, i disegni eseguiti per il rilievo della Regia Marina e dall'archeologo G. Gatti, i pezzi originali recuperati dal lago fra il 1895 e il 1932, e la sezione prodiera di una replica a grandezza naturale della prima nave, costruita a Torre del Greco e portata qui nel 2001.
Punti salienti
Le due sale
Costruite per accogliere le navi sollevate nel -- la maggiore lunga 73 metri e larga 24, la seconda 70 per 20 -- e dimensionate di conseguenza. Sono la testimonianza più chiara, fra quelle superstiti, di quanto fossero grandi quegli scafi.
La prua della replica
Finanziata dal consiglio comunale di Nemi dal , costruita nei cantieri di Torre del Greco e completata nel , poi portata al museo perché vi si costruisse attorno il resto. Il Progetto Diana prevedeva una ricostruzione a grandezza naturale della prima nave fino al solo livello del ponte, non essendoci documentazione sulla forma e sulle dimensioni degli edifici e dei templi che vi sorgevano sopra. L'ultimo comunicato dell'associazione è del 2004 e il suo sito fu cancellato nel 2011.
I pezzi originali
Frammenti singoli recuperati dal lago di Nemi fra il 1895 e il 1932: il materiale che era già fuori dall'acqua prima degli scafi, e quindi l'unica parte delle navi che non bruciò.
I disegni di rilievo
Le fotografie, i disegni eseguiti per il rilievo della Regia Marina e quelli dell'archeologo G. Gatti sopravvissero all'incendio, e sono la ragione per cui una ricostruzione è stata possibile. Senza di essi il 1944 avrebbe cancellato le navi del tutto e non solo fisicamente.