
Museo delle Navi Romane
Museo delle Navi Romane cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026- I sec. d.C. Due navi vengono costruite sul lago di Nemi sotto Caligola -- la maggiore lunga 73 m e larga 24, l'altra 70 per 20 -- e la maggiore è una sontuosa reggia galleggiante con marmi, pavimenti a mosaico, riscaldamento, impianto idraulico e bagni. La legge romana vieta qualsiasi imbarcazione sul lago perché sacro, il che implica una deroga religiosa; Caligola sostiene il culto di Diana Nemorense, il cui tempio sorge accanto all'acqua.
- Il cardinale Prospero Colonna e Leon Battista Alberti individuano i relitti a 18,3 m, troppo in profondità per il recupero, e li danneggiano strappandone il fasciame con corde uncinate. Alberti accerta poco più del tipo di legno e del rivestimento in piombo.
- Francesco De Marchi si immerge su un relitto con una campana e recupera mattoni, lastre di marmo, bronzo, rame, piombo e legname, dimostrando che gli scafi usavano giunzioni a mortasa e tenone. Non segue alcun interesse accademico e gli oggetti recuperati vanno perduti.
- Comincia il recupero di pezzi originali singoli dal lago, che prosegue fino al 1932. Saranno le uniche parti delle navi a sopravvivere ai cinquant'anni successivi.
- Entrambe le navi sono sollevate dal fondo del lago, e sulla riva viene costruito un museo per accoglierle.
- Nella notte del 31 maggio il museo brucia. Il 28 maggio una batteria tedesca si era piazzata a 150 m e aveva cacciato i custodi; granate statunitensi colpiscono l'edificio verso le 20 e due ore dopo si vedono le fiamme. I tedeschi se ne vanno il 3 giugno e i custodi al ritorno trovano le navi ridotte in cenere. A luglio una commissione italo-americana riferisce che l'incendio fu "con ogni probabilità" un atto deliberato dei tedeschi.
- Nasce l'Associazione Dianae Lacus, che avvia il Progetto Diana: una replica a grandezza naturale della prima nave fino al solo livello del ponte, poiché nulla documenta la forma degli edifici che vi sorgevano sopra.
- Il 18 luglio il consiglio comunale di Nemi delibera il finanziamento della sezione prodiera, e i lavori iniziano nei cantieri di Torre del Greco.
- La sezione prodiera è completata e trasportata al museo, dove dovrebbe essere costruito il resto dello scafo. Il costo finale stimato è di 7,2 milioni di euro.
- Dopo l'annuncio di una sponsorizzazione nel novembre 2003 e nessun comunicato dal 2004, il sito dell'associazione viene cancellato il 1° ottobre. La replica è ancora una prua.
- Flavio Altamura e Stefano Paolucci pubblicano una revisione dell'indagine del 1944 con documentazione inedita e i metodi odierni dell'indagine sugli incendi, e concludono che l'unica causa plausibile fu l'artiglieria alleata che forò il tetto: impatti che la commissione aveva escluso fin dall'inizio, contro il parere dell'unico esperto di artiglieria fra gli inquirenti.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.