Chiaia di Luna
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Perché visitare Chiaia di Luna
Chiaia di Luna è quella che fotografano tutti e su cui non mette piede quasi nessuno. È l'insenatura più grande di Ponza: una sottile falce di sabbia ai piedi di una parete di tufo lunga centinaia di metri, così a picco e così chiara che l'intera baia si legge come un unico taglio curvo nell'isola. Una galleria romana di età augustea, scavata dritta nel tufo, un tempo ci portava a piedi dal porto.
L'ostacolo non è una questione di fatica, è assoluto: la spiaggia è chiusa. La rupe sopra perde massi, persone che prendevano il sole sotto sono morte, sulla parete è stata tesa una rete in cavo d'acciaio, e anche la galleria romana è chiusa perché il suo laterizio sta cedendo. Resta la baia vista dall'acqua o dall'alto della rupe, che poi è il modo in cui la sua forma si legge meglio.
Conviene quindi venire per la vista e organizzarla come un'uscita in barca. Doppiare Capo Bianco dal mare restituisce in un solo passaggio la falce, la parete e la Grotta della Maga Circe — la cavità tra il capo e la spiaggia che la tradizione vuole dimora invernale di Circe — e del resto alle grotte di Ponza si arriva comunque solo via mare.
Da visitare se:
- si sta girando Ponza in barca e si vuole la sua veduta costiera più imponente
- interessa l'ingegneria romana, anche vista da fuori di una galleria chiusa
- si vuole capire com'è fatta un'isola vulcanica, in una sola sezione
Da evitare se:
- si conta di nuotare o prendere il sole qui: non si può
- si cerca una giornata di mare a Ponza; meglio Frontone, Santa Maria o Le Forna
- non si vuole prendere una barca, visto che l'accesso da terra è chiuso
Informazioni rapide
- Tipo: Spiaggia, Natura
- Costruito: La galleria romana di accesso è di età augustea
- Costruito per: Galleria romana scavata nel tufo per raggiungere la spiaggia dal porto di Ponza
- Accesso: Chiuso — spiaggia e galleria romana interdette dopo frane mortali
- La baia: L'insenatura più grande di Ponza, tra Punta del Fieno e Punta di Capo Bianco
Visita responsabile
La prima responsabilità qui è semplice: non provare a scendere sulla spiaggia. È chiusa perché la rupe sopra uccide: turisti che prendevano il sole sulla sabbia sono morti per la caduta di massi, e la rete in cavo d'acciaio sulla parete è stata messa in risposta a quello. La galleria romana è chiusa per ragioni della stessa famiglia, con il suo laterizio di 2.100 anni che cede. Diverse altre spiagge di Ponza sono chiuse per gli stessi motivi, e la Grotta del Serpente è in gran parte sbarrata per sicurezza. Una chiusura su quest'isola non è prudenza burocratica.
La galleria romana merita attenzione particolare perché è già stata danneggiata da chi avrebbe dovuto saperne di più. Qualche anno fa dei tecnici al lavoro sull'antico tunnel romano tra il porto e Santa Maria usarono esplosivo per scavare un condotto vicino, quando avrebbero dovuto usare lo scalpello, e l'onda d'urto frantumò una galleria romana di 2.100 anni. È stata riparata con cemento armato al posto del laterizio romano, e i residenti dicono che non è più com'era. È questo che costa la sbadataggine, qui.
L'ecologia di Ponza è fragile al punto che lo Stato è intervenuto due volte. Quattro miniere all'estremità nord furono chiuse nel 1975 dall'agenzia italiana per la protezione dell'ambiente perché l'attività stava distruggendo flora e fauna in pericolo, e una pista di volo prevista fu annullata per motivi ambientali. Venire in barca e in idrovolante invece di pretendere un aeroporto è il patto che l'isola ha già fatto: conviene rispettarlo, ancorare dove è consentito e non portare via nulla dalle falesie.
La comunità dell'isola si sta assottigliando: gli abitanti originari se ne vanno, i figli partono e non tornano, e restrizioni severe sulla pesca commerciale hanno depresso l'economia locale. Spendere presso operatori dell'isola invece di arrivare autosufficienti su una barca giornaliera è la differenza tra essere visitatori ed essere maltempo.
Dove si trova





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© OpenStreetMap contributors · © CARTO · 40.89306, 12.955
Pianifica la visita
La spiaggia è chiusa, e con essa la galleria che vi conduceva. Entrambe le fonti disponibili descrivono Chiaia di Luna come interdetta: la voce italiana attribuisce la chiusura all'instabilità della ripida scogliera e a una frana che nel 2001 causò la morte di una turista, quella inglese la dice permanentemente chiusa per la caduta di massi dalla rupe in crollo, dopo che alcuni turisti erano stati uccisi mentre prendevano il sole. Anche la galleria romana che collegava la spiaggia alla strada è chiusa, con il laterizio romano che cede. Sulla parete è stata installata una rete in cavo d'acciaio.
Conviene prevederla come veduta dalla barca. È l'unico modo rimasto di abbracciare la baia, e la stessa uscita copre la Grotta della Maga Circe tra Capo Bianco e la spiaggia e la Grotta di Ulisse o del Sangue più avanti, entrambe raggiungibili solo via mare.
Per arrivare a Ponza: traghetti da Napoli, Terracina, Formia e Anzio, e aliscafi da Anzio e Formia in circa 75 minuti. Nessuno dei due parte con mare molto mosso, quindi conviene lasciare margine su una gita in giornata. Non c'è pista di volo — quella prevista fu annullata per motivi ambientali — e al suo posto arrivano idrovolanti. Sull'isola un'unica strada a due corsie corre da nord a sud, adatta solo ad auto piccole, con un autobus per tutta la lunghezza.
Prima di contare su tutto questo, conviene verificare la situazione attuale con il Comune di Ponza. Il comune tiene un registro delle aree pericolose o interdette ed emette ordinanze stagionali di riapertura per le singole cale — le hanno Piscine Naturali, Cala Cecata, Cala Feola, Cala Fonte e Frontone. Per Chiaia di Luna non vi compare alcuna ordinanza, e le due ordinanze generali sulle zone di pericolo sono pubblicate come documenti scansionati che non è stato possibile leggere alla stesura di questa pagina. Il comune è in Piazza Carlo Pisacane 4, 04027 Ponza, allo 0771 80108.
Per una giornata di mare a Ponza bisogna andare altrove: Frontone, Santa Maria, Le Forna e la spiaggia delle Felci sono tutte indicate come spiagge, e a Le Forna c'è una piscina naturale di acqua salata.
Verificato su Comune di Ponza, ottobre 2026.
Quando visitare
Dato che ormai è una veduta e non una spiaggia, la domanda è quando vanno le barche e quando è giusta la luce, non quando la sabbia è calda.
Ponza ha clima mediterraneo con estati calde e secche e inverni miti e piovosi. La media annua è 17,14 °C; agosto è il mese più caldo con 25,48 °C e febbraio il più freddo con 10,36 °C. Le precipitazioni annue sono 627,21 mm, concentrate in novembre con 116,7 mm, mentre luglio è quasi asciutto con 9,13 mm. Ne risulta che la finestra comoda è tarda primavera e settembre: abbastanza stabile per uscire in barca, prima della calca di agosto.
Lo stato del mare conta più della stagione. Traghetti e aliscafi da Anzio, Formia, Napoli e Terracina non partono con maltempo forte, e un giro in barca lungo la costa occidentale per vedere la baia è la prima cosa che salta quando cresce l'onda. La traversata da Anzio o Formia dura circa 75 minuti.
La baia guarda a ovest. Il tardo pomeriggio fa correre la luce lungo la parete invece di appiattirla, ed è allora che dall'acqua si leggono meglio la falce e la stratificazione del tufo.
