Chiaia di Luna
Scopri Chiaia di Luna
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Introduzione
Chiaia di Luna è l'insenatura più grande di Ponza, sulla costa occidentale dell'isola: una stretta striscia di sabbia sotto alte falesie di tufo, curva come una falce di luna. In napoletano chiaia significa spiaggia, e la seconda metà del nome deriverebbe da quella forma a mezzaluna. Una galleria romana di età augustea, interamente scavata nel tufo, collega la spiaggia al porto di Ponza.
La spiaggia è chiusa, e con essa la galleria. Le due fonti disponibili concordano: una attribuisce la chiusura all'instabilità della ripida scogliera e a una frana che nel 2001 causò la morte di una turista, l'altra dice la spiaggia permanentemente chiusa per la caduta di massi dalla rupe in crollo, dopo che dei turisti erano stati uccisi mentre prendevano il sole, e aggiunge che la galleria romana è sbarrata perché il laterizio sta cedendo. Sulla parete è stata installata una rete in cavo d'acciaio. Oggi la baia si guarda dal mare.
Geografia e Importanza
L'insenatura è la più grande di Ponza e sta sul lato occidentale dell'isola, racchiusa da alte falesie di tufo che sovrastano la stretta striscia di sabbia che forma la spiaggia. È delimitata da Punta del Fieno a meridione e da Punta di Capo Bianco a settentrione, e la sua curva spiega il nome: in napoletano chiaia significa spiaggia, e luna deriverebbe dalla forma a falce della baia.
Qui la geologia è tutta la storia. Ponza e l'isolotto di Gavi sono ciò che resta dell'orlo della caldera di un vulcano spento: un'isola a mezzaluna di 7,3 chilometri quadrati, lunga circa 8,9 km e larga al massimo 2,4, con una costa in prevalenza rocciosa di caolino e tufo. L'isola conserva strati di caolinite e bentonite coltivati industrialmente fino al 1975. Chiaia di Luna è una sezione verticale netta in quel materiale, ed è esattamente per questo che è insieme spettacolare e pericolosa: il tufo regge una parete quasi verticale finché non la regge più.
Ponza non ha vulcanismo attivo, il che la distingue da Ischia, e l'erosione della sua roccia tenera ha lasciato l'isola piena di archi, faraglioni e ponti naturali: l'Arco Naturale o Spaccapolpi sorge in acqua profonda, e faraglioni di roccia compatta si alzano davanti a più promontori. Capo Bianco, la punta che chiude a nord questa baia, è di per sé monumento naturale nazionale italiano.
Biodiversità
Le fonti disponibili non contengono un inventario di specie per questa singola baia: quanto segue è l'ecologia di Ponza, di cui Chiaia di Luna è una sezione di falesia.
La prova più chiara della posta in gioco è normativa. Quattro miniere all'estremità settentrionale dell'isola — definita dalla fonte l'area più bella — furono chiuse nel 1975 dall'agenzia italiana per la protezione dell'ambiente perché l'attività estrattiva stava distruggendo fauna e flora, che sono specie in pericolo. È un'affermazione insolitamente diretta: l'estrazione di caolino e bentonite fu fermata per ragioni di conservazione, non commerciali. Allo stesso modo una pista di volo prevista a nord fu annullata per motivi ambientali, ed è per questo che l'isola è servita da idrovolanti invece che da aerei.
La vegetazione dell'isola è profondamente alterata. Ponza era fittamente boscata di alberi giganti in antico; quel bosco non c'è più e i versanti sono coperti di terrazzamenti artificiali. Il monte Guardia, il rilievo più alto, conserva ancora i ceppi marcescenti di quegli alberi estinti, larghi oltre due metri e mezzo. Gran parte dei terrazzamenti non è più lavorata e si sta sfaldando per mancanza di manutenzione, anche se su alcuni si coltivano ancora uva da vino, fichi d'India e fichi.
Intorno a Chiaia di Luna la copertura vivente è quella che riesce a reggersi su una parete verticale di tufo e su una striscia di sabbia sottostante — e quella parete è oggi in parte coperta da una rete in cavo d'acciaio messa a contenere i crolli.
Fauna
Come per la biodiversità, le fonti descrivono Ponza e non questa insenatura in particolare.
L'animale per cui la costa dell'isola è più nota è la foca monaca. La grotta del Bue Marino, a Ponza, è indicata come una cavità dove le foche trovavano rifugio: il passato è della fonte stessa, ed è la storia consueta di questa specie nel Tirreno.
La vita marina resta il motivo per cui quasi tutti entrano in acqua qui. Cala Gaetano è segnalata per la varietà di pesci visibile in primavera, e alle grotte azzurre e alle cavità marine dell'isola si arriva in barca. La pesca commerciale è sottoposta a restrizioni severe, al punto che la fonte la indica tra le cause della crisi economica locale: un vincolo sulla pesca che è anche, di fatto, una protezione.
A terra la fauna è in gran parte domestica. Quasi tutti gli isolani allevano conigli e galline in stie per la carne, oltre a capre, agnelli e piccioni. La flora e la fauna selvatiche che le chiusure minerarie del 1975 intendevano proteggere si concentrano all'estremità settentrionale dell'isola, ben lontano da questa baia.
A Chiaia di Luna il punto pratico è che la parete di roccia è l'habitat, ed è chiusa alle persone: il che, qualunque ne sia la ragione, lascia indisturbati gli uccelli e la vegetazione che ci stanno sopra.
Accessi e Percorsi
Non esiste una via aperta per scendere su questa spiaggia. È il dato di accesso più importante di Chiaia di Luna, e ha due parti.
La via storica era la galleria romana: un tunnel di età augustea interamente scavato nel tufo, che collega la spiaggia al porto di Ponza. Quella galleria è chiusa, perché il suo laterizio romano sta crollando. Anche la spiaggia oltre è chiusa: la fonte la descrive come permanentemente chiusa per la caduta di massi dalla rupe in crollo sovrastante, dopo che alcuni turisti furono uccisi mentre prendevano il sole. L'ente parco nazionale ha installato sulla parete una rete in cavo d'acciaio per prevenire ulteriori cadute.
Restano il mare e la sommità della rupe. Le barche doppiano la costa occidentale tra Punta del Fieno e Punta di Capo Bianco e danno la falce intera in una sola veduta; la stessa uscita raggiunge la Grotta della Maga Circe, che sta su questo lato tra Capo Bianco e la spiaggia, e più avanti la Grotta di Ulisse o del Sangue, sotto il promontorio del Belvedere. Queste cavità sono descritte come raggiungibili solo via mare.
A terra Ponza ha un'unica strada a due corsie da nord a sud, percorribile solo da auto piccole, e un autobus che la fa per intero. Arrivare sull'isola significa comunque una barca: traghetti da Napoli, Terracina, Formia e Anzio, e aliscafi da Anzio e Formia in circa 75 minuti. Il maltempo forte ferma entrambi. Non c'è pista di volo — quella prevista fu annullata per motivi ambientali — e l'unica alternativa sono gli idrovolanti.
Da notare che a Ponza le chiusure non riguardano solo questa baia: la fonte dice che diverse spiagge un tempo frequentate sono oggi permanentemente chiuse dopo che la caduta di massi ha ucciso dei villeggianti, e che la Grotta del Serpente, un dedalo di gallerie romane, è in gran parte sbarrata per sicurezza.
Domande frequenti
Si può andare alla spiaggia di Chiaia di Luna?
No. Entrambe le fonti la descrivono come chiusa: quella italiana dice che l'accesso è interdetto per l'instabilità della scogliera e per una frana che nel 2001 causò la morte di una turista, quella inglese la dice permanentemente chiusa dopo che la caduta di massi dalla rupe in crollo aveva ucciso dei bagnanti. Anche la galleria romana che vi portava è chiusa.
La galleria romana è aperta?
No. La galleria romana, tunnel di età augustea interamente scavato nel tufo dal porto alla spiaggia, è chiusa perché il laterizio romano sta crollando.
E allora come la si vede?
Dal mare. Una barca lungo la costa occidentale tra Punta del Fieno e Punta di Capo Bianco restituisce l'intera falce, e per strada tocca la Grotta della Maga Circe e la Grotta di Ulisse o del Sangue, entrambe raggiungibili solo via mare.
Cosa significa il nome?
Chiaia in napoletano significa spiaggia, e Luna deriverebbe dalla forma a falce di luna della baia.
Perché la parete è così instabile?
Per ciò di cui è fatta. Ponza e Gavi sono i resti dell'orlo della caldera di un vulcano spento, e la costa è in gran parte caolino e tufo, con strati di caolinite e bentonite. Il tufo regge una parete quasi verticale finché non cede.
È davvero l'isola di Circe?
Ponza è ritenuta un candidato per l'Eea dell'Odissea. La Grotta della Maga Circe, sul lato occidentale tra Capo Bianco e Chiaia di Luna, è indicata come la sua caverna: vi avrebbe passato gli inverni, trascorrendo le estati sul monte Circeo sulla terraferma.
Come si arriva a Ponza?
Via mare. Traghetti da Napoli, Terracina, Formia e Anzio; aliscafi da Anzio e Formia in circa 75 minuti. Nessuno dei due parte con maltempo forte. Non c'è pista di volo — ne era prevista una a nord dell'isola, annullata per motivi ambientali — e al suo posto arrivano idrovolanti.
Dove si può fare il bagno a Ponza?
Su altre spiagge: Frontone, Santa Maria, Le Forna e la spiaggia delle Felci sono tutte indicate, e a Le Forna c'è una piscina naturale di acqua salata. Va tenuto presente che anche diverse spiagge un tempo frequentate dell'isola sono permanentemente chiuse per la caduta di massi.
La chiusura è stata revocata?
Per quanto si sia potuto verificare, no. Il Comune di Ponza pubblica un registro delle aree pericolose o interdette con ordinanze stagionali di riapertura per diverse cale, e per Chiaia di Luna non ve n'è nessuna — ma le due ordinanze generali sulle zone di pericolo sono documenti scansionati che non è stato possibile leggere. Meglio chiedere al comune allo 0771 80108 prima di fare programmi.
