
Domus Aurea
Domus Aurea caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Il palazzo
Nella Domus Aurea si entra sottoterra, sotto il colle Oppio, e ciò in cui si entra non è una rovina all'aperto ma l'interno di un edificio sepolto: una successione di alti corridoi e sale in laterizio sotto volte a botte e a padiglione, che si perdono nel buio in entrambe le direzioni, illuminati solo da ciò che le luci del sito concedono.
Le superfici raccontano ciò che è stato tolto. Fino a circa l'altezza d'uomo e poco oltre, le pareti sono muratura nuda e intonaco scabro: lì stavano i rivestimenti di marmo, e non ci sono più. Sopra quella linea la parte superiore delle pareti e i soffitti conservano ancora dipinti e stucchi, in rossi, ocra e bianchi sbiaditi, con figure mitiche — Achille e Scirus, Ulisse e Polifemo, Ettore e Andromaca.
La luce è la chiave per capirla. Turismo Roma lo dice direttamente: le stanze sono ora buie e cupe, ma in origine la luce era la caratteristica predominante, quando tutte erano aperte sul porticato che guardava una valle con un lago artificiale e i giardini che lo circondavano. Stando dentro si è in una cantina in penombra; l'edificio era progettato come una terrazza al sole.
La scala si legge nella pianta più che con l'occhio. Il nucleo principale era costruito attorno a due cortili pentagonali, che facevano da raccordo tra il settore occidentale e quello orientale. L'intera residenza copriva circa un miglio quadrato, dal Palatino all'Oppio e a parte del Celio — non stanze dentro un edificio, ma padiglioni separati da giardini e boschi.
E una sala era una macchina. La coenatio rotunda era una grande sala ottagonale con volta a padiglione che, secondo Svetonio, ruotava su se stessa giorno e notte.
Sotto i piedi e sopra la testa la massa è evidente. Sopra le volte stanno la terra versata dai successori e le fondazioni delle Terme di Traiano; lo spazio somiglia meno a una reggia che a una cripta scavata in un colle — che è, fisicamente, ciò che duemila anni ne hanno fatto.
Punti salienti
La coenatio rotunda
Una grande sala ottagonale con volta a padiglione che, secondo Svetonio, ruotava su se stessa giorno e notte.
I due cortili pentagonali
Il nucleo principale del palazzo, che fungeva da raccordo tra il settore occidentale e quello orientale.
I soffitti e la parte alta delle pareti
Dove si conserva la decorazione: dipinti e stucchi di figure mitiche — Achille e Scirus, Ulisse e Polifemo, Ettore e Andromaca. I rivestimenti marmorei sottostanti sono perduti.
Il lago scomparso
Il palazzo era disposto attorno a un lago artificiale nella valle dove oggi sorge il Colosseo.
La statua colossale
Un enorme vestibolo ospitava la statua colossale dell'imperatore nelle vesti del Dio Sole.
I padiglioni dell'Oppio
La parte oggi visitabile, probabilmente destinata a feste e banchetti, sepolta dalle grandi terme di Traiano.
Le grotte del Rinascimento
Dove Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello e Giulio Romano si calarono dall'alto copiando i motivi poi detti grottesche.
Le statue dalla Grecia e dall'Asia Minore
Le stanze erano arricchite da statue provenienti dalla Grecia e dall'Asia Minore.