
Domus Aurea
Domus Aurea cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Una reggia costruita dopo un incendio, sepolta da chi venne dopo e ritrovata da artisti del Rinascimento che vi si calarono dall'alto.
Cronologia
- 64 d.C. — un incendio distrugge gran parte del centro di Roma, e l'imperatore Nerone inizia la costruzione di una nuova residenza.
- Dopo il 64 d.C. — la reggia, progettata dagli architetti Severo e Celere e decorata da un certo Fabullo o Famulo, diventa la più grande e la più sontuosa delle residenze imperiali, dal Palatino all'Oppio e a parte del Celio, coprendo circa un miglio quadrato.
- Dopo il 64 d.C. — prende la forma di padiglioni separati da giardini, boschi e un lago artificiale nella valle dove oggi sorge il Colosseo, con un vestibolo che ospita la statua colossale dell'imperatore come Dio Sole e sale arricchite da statue dalla Grecia e dall'Asia Minore.
- Dopo la morte di Nerone — i successori vogliono cancellare ogni traccia dell'imperatore e del suo palazzo, spogliando i saloni dei rivestimenti e delle sculture, riempiendoli di terra fino alle volte e utilizzandoli come fondazioni per altri edifici.
- Dopo la morte di Nerone — sulla Domus Aurea vengono costruite le Thermae Traiani, che hanno consentito la conservazione di alcuni ambienti fino ai nostri giorni; i padiglioni dell'Oppio restano sconosciuti sino al Rinascimento.
- Rinascimento — dopo alcuni ritrovamenti fortuiti, artisti appassionati di antichità — Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello e Giulio Romano — iniziano a calarsi dall'alto in quelle "grotte", copiando i motivi decorativi che esse conservavano.
- XVI secolo — dalla loro collocazione quei motivi prendono il nome di grottesche, e la "pittura a grottesche" indica un genere, diffuso soprattutto in questo secolo, che riprende e rielabora la decorazione parietale romana.
Verificato su Turismo Roma, ottobre 2026.