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Museo di Roma – Palazzo Braschi in Roma - Goparoo

Museo di Roma – Palazzo Braschi

Scopri Museo di Roma – Palazzo Braschi

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
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Panoramica

Il Museo di Roma è il museo civico della città, dedicato alla storia e all’arte di Roma dal Medioevo all’Ottocento. Occupa Palazzo Braschi, grande palazzo neoclassico compreso fra piazza Navona, Campo de’ Fiori, corso Vittorio Emanuele II e piazza di Pasquino.

Il museo fu fondato in epoca fascista dallo storico dell’arte Antonio Muñoz, direttore della ripartizione Antichità e Belle Arti del governatorato, per documentare la «vecchia Roma» che allora stava rapidamente scomparendo. Fu il primo museo civico della città, inaugurato il in un ex pastificio presso il Circo Massimo. Chiuse con l’inizio della guerra nel e riaprì solo nel , qui.

Lasciti e acquisizioni lo trasformarono da archivio del passato in museo d’arte. Fra gli artisti rappresentati: Giovanni Battista Piranesi, Giovanni Paolo Panini, Antonio Canova, Pompeo Batoni, Giuseppe Ceracchi, Ippolito Caffi, Felice Giani, Bartolomeo Pinelli, Francesco Mochi, Joshua Reynolds e Nicola Salvi, che progettò la Fontana di Trevi. Con Muñoz arrivò anche la sua raccolta di circa 5.000 disegni, incisioni e antichi libri illustrati.

I 120 acquerelli di Roma sparita di Ettore Roesler Franz erano qui e oggi sono al Museo di Roma in Trastevere.

Introduzione

Il Museo di Roma è il museo civico della città, dedicato alla storia e all’arte di Roma dal Medioevo all’Ottocento. Occupa Palazzo Braschi, grande palazzo neoclassico compreso fra piazza Navona, Campo de’ Fiori, corso Vittorio Emanuele II e piazza di Pasquino.

Il museo fu fondato in epoca fascista dallo storico dell’arte Antonio Muñoz, direttore della ripartizione Antichità e Belle Arti del governatorato, per documentare la «vecchia Roma» che allora stava rapidamente scomparendo. Fu il primo museo civico della città, inaugurato il in un ex pastificio presso il Circo Massimo. Chiuse con l’inizio della guerra nel e riaprì solo nel , qui.

Lasciti e acquisizioni lo trasformarono da archivio del passato in museo d’arte. Fra gli artisti rappresentati: Giovanni Battista Piranesi, Giovanni Paolo Panini, Antonio Canova, Pompeo Batoni, Giuseppe Ceracchi, Ippolito Caffi, Felice Giani, Bartolomeo Pinelli, Francesco Mochi, Joshua Reynolds e Nicola Salvi, che progettò la Fontana di Trevi. Con Muñoz arrivò anche la sua raccolta di circa 5.000 disegni, incisioni e antichi libri illustrati.

I 120 acquerelli di Roma sparita di Ettore Roesler Franz erano qui e oggi sono al Museo di Roma in Trastevere.

Architettura

L’ultimo palazzo costruito a Roma per un nipote di papa, e in stile neoclassico: iniziato nel su progetto di Cosimo Morelli, su un’area liberata demolendo il palazzo cinquecentesco che Giuliano da Sangallo il Giovane aveva costruito per Francesco Orsini.

Lo scalone è il motivo per venire. Il vestibolo ovale dentro l’ingresso di via San Pantaleo porta a uno scalone monumentale retto da diciotto colonne di granito rosso, spoglie del portico che l’imperatore Caligola costruì sulla riva del Tevere. È decorato con sculture antiche e con bei stucchi di Luigi Acquisti ispirati al mito di Achille. Una scala ottocentesca che poggia su colonne imperiali del I secolo è l’abitudine romana di costruirsi addosso, resa letterale.

C’è anche Valadier. L’architetto neoclassico Giuseppe Valadier progettò la cappella al piano nobile e la facciata in marmo bianco della vicina chiesa di San Pantaleo, che dà il nome alla piazza antistante.

Guarda in quattro direzioni e su nessuna si annuncia. Il palazzo sta fra piazza Navona, Campo de’ Fiori, corso Vittorio Emanuele II e piazza di Pasquino, e al suo angolo sud-occidentale si trova la statua di Pasquino: la statua parlante di Roma, quella a cui dal Cinquecento si attaccano satire anonime.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Lo pagò un papa, per il nipote. L’area fu acquistata nel dal duca Luigi Braschi Onesti — figlio del conte Girolamo Onesti e di Giulia Braschi, sorella di papa Pio VI, che lo creò duca di Nemi — con fondi forniti dallo zio. Fece poi demolire il palazzo cinquecentesco che Giuliano da Sangallo il Giovane aveva costruito per Francesco Orsini, per erigere il proprio dalle fondamenta. L’architetto fu Cosimo Morelli.

Poi la storia lo interruppe due volte. I lavori furono sospesi nel febbraio durante l’occupazione napoleonica; i francesi tennero l’edificio fino al e confiscarono la raccolta di antichità appena acquisita, benché il duca ne fosse risarcito. Nel , quando Napoleone dichiarò Roma città imperiale, il duca vi si trasferì e fu nominato sindaco.

Non fu mai finito. Morì nel , il palazzo incompiuto e il denaro di famiglia speso. È per questo che l’ultimo grande palazzo di famiglia papale a Roma è anche quello che si ferma a metà.

Che cosa divenne invece. Nel gli eredi lo vendettero allo Stato italiano, che vi insediò il Ministero dell’Interno. Sotto il fascismo fu il quartier generale politico di Mussolini. Dopo la guerra ospitò 300 famiglie di profughi, e i fuochi accesi per scaldarsi danneggiarono gravemente molti affreschi interni. Passò al Comune nel , fu ampiamente restaurato nel , e allora vi fu allestito il museo attuale.

Domande Frequenti

Quanto costa? La collezione permanente €13,00 intero, €7,50 ridotto. Il ridotto vale per i cittadini UE fra i 6 e i 25 anni e gli over 65, i docenti in servizio, i giornalisti con documentazione professionale e i possessori di Roma Pass 48/72h.

È davvero gratis per i residenti a Roma? Sì: da febbraio 2026, per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, mostrando la carta d’identità in cassa.

Ho la MIC card. Pago? La pagina dei biglietti elenca i possessori di MIC card sia fra i gratuiti sia fra i ridotti. Chiedete in cassa: la pagina contraddice se stessa.

Quando è aperto? Da martedì a domenica, 10.00-19.00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre; 10.00-14.00 il 24 e il 31 dicembre.

E la mostra di Keith Haring? Apre il 6 ottobre 2026. Solo mostra €17,00 / €15,00; museo più mostra €25,00 / €19,00, cioè €5 in meno che comprarli separati.

C’è l’audioguida? Sì, €4,00, in italiano, francese e inglese.

Perché ci sono colonne antiche nello scalone? Sono spoglie. Le diciotto colonne di granito rosso vengono dal portico che l’imperatore Caligola costruì sulla riva del Tevere.

Era davvero il quartier generale di Mussolini? Sì. Sotto il fascismo il palazzo fu il suo quartier generale politico, e portava una gigantesca scultura del suo volto circondata dalla parola SI.

Chi l’ha costruito? Cosimo Morelli, dal 1790, per il duca Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI. Restò incompiuto alla morte del duca nel 1816.

È accessibile? L’ingresso è gratuito per le persone con disabilità e un accompagnatore, ma l’ente non pubblica dettagli su ascensori o percorsi. Telefonate allo 060608.

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